Preventiva escussione del debitore ceduto? No, se la cessione del quinto è pro solvendo

“…La cessione del debito è avvenuta pro solvendo, senza alcun effetto liberatorio del debitore ceduto. Ne consegue che, come argomentato dall’opposta, il […] e l’Inps sono condebitori solidali, nei cui confronti il creditore può agire indifferentemente per il recupero del proprio credito“.

Questo è quanto affermato dal Tribunale di Napoli con sentenza emessa a definizione di un giudizio in cui l’opponente aveva eccepito che la Banca doveva preventivamente azionare la pretesa creditoria nei confronti dell’Istituto Previdenziale.

La ragione, spiega il Giudice partenopeo, dipende dal fatto che la cessione del quinto è avvenuta pro solvendo, con la conseguenza che il debitore ceduto e il cedente devono necessariamente essere considerati condebitori solidali.

Pertanto, conclude il Tribunale, il creditore potrà rivolgersi indifferentemente sia nei confronti del cedente sia dell’istituto di Previdenza, poiché nel caso di specie la legge non richiede alcuna preventiva escussione del debitore ceduto.

Tribunale di Napoli, 10 luglio 2017, n. 7922 (leggi la sentenza)

Francesco Concio – f.concio@lascalaw.com

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