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Prestiti su misura agli iscritti, ecco il catalogo delle Casse

Avviare e mantenere uno studio è uno dei principali ostacoli che il professionista deve fronteggiare per svolgere la sua attività. In suo aiuto c’è però un ventaglio di finanziamenti ritagliati su misura e messi in campo da Casse previdenziali, organizzazioni di rappresentanza e banche. L’offerta è ampia e punta a soddisfare le esigenze specifiche di ogni categoria e fase della vita lavorativa, con un occhio di riguardo ai giovani. Un puzzle di interventi per voltare pagina dopo gli anni bui della crisi. Si va dall’acquisto e ristrutturazione dello studio ai prestiti d’onore per chi è al debutto, dall’anticipo dei costi per realizzare le commesse, al leasing per la strumentazione tecnica. Fino ai finanziamenti per chi pensa in grande e scommette sull’innovazione tecnologica, l’aggregazione con altri studi o la proiezione a livello internazionale.
Un volume di finanziamenti che muove in media più di 120 milioni di euro l’anno. Secondo l’Adepp, l’associazione degli enti previdenziali, dal 2012 al 2016 (ultimo anno censito) le richieste di prestiti e mutui agli istituti di credito convenzionati con le Casse per finanziare interventi a sostegno della professione è stato di 609 milioni. All’importo vanno poi aggiunti i finanziamenti attivati direttamente con le banche. Negli ultimi anni il valore delle richieste avanzate tramite gli enti previdenziali è progressivamente diminuito (dai 163 milioni del 2012 è sceso ai 94,5 del 2016) proprio perché, come spiega l’Adepp, i livelli molto bassi dei tassi di interesse ha fatto sì che «i liberi professionisti si rivolgano sempre meno agli enti previdenziali privati trovando condizioni più vantaggiose sul mercato». Una tendenza che l’Adepp ritiene sia confermata anche per il 2017.
Le modalità di intervento
Per sostenere l’attività degli iscritti tutte le Casse previdenziali hanno siglato una o più convenzioni con le banche. L’offerta è molto variegata e riguarda anche conti correnti, carte di credito, versamento dei contributi, cessione del quinto o prestiti privi di finalità specifiche. L’intervento cambia a seconda delle convenzioni. Alcune prevedono solo finanziamenti agevolati da parte delle banche, in altre, invece, l’ente previdenziale partecipa direttamente con fondi propri coprendo gli interessi passivi o fornendo garanzie per gli iscritti con redditi bassi. È ad esempio il caso dei microcrediti previsti dalla Cassa forense per gli avvocati under 35 o dei prestiti messi a disposizione dall’Enpacl (consulenti del lavoro) per gli iscritti con un’anzianità inferiore a 10 anni.
Per favorire il passaggio generazionale e l’acquisto di studi già avviati la Cassa prevede inoltre un contributo a fondo perduto pari al 12% del finanziamento bancario (entro 30mila euro). Inarcassa prende invece in carico la totalità degli interessi (nel caso dei prestiti d’onore per gli iscritti under 35) o parte di essi (3% sui finanziamenti online). E misure analoghe sono in arrivo anche dalla Cassa del notariato, che ogni anno determinerà la percentuale di interessi a suo carico.
I giovani 
Tutte le categorie hanno un occhio di riguardo per i giovani, con prestiti d’onore a condizioni vantaggiose e linee di credito dedicate. Per i neo notai la procedura per ottenere i prestiti d’onore è snella: l’unica garanzia richiesta è la qualifica di pubblico ufficiale ottenuta con l’esame di Stato. Tra le altre Casse che concedono questa tipologia di prestiti c’è anche quella dei dottori commercialisti (Cnpadc), in convenzione con la Banca Popolare di Sondrio. Per gli iscritti che scelgono questa opzione non sono previste spese di istruttoria. Per i medici e gli odontoiatri under 35 e under 45, Enpam ha invece messo a disposizione fondi propri per 42,5 milioni destinati a mutui per lo studio professionale o la prima casa, erogati attraverso un bando. C’è tempo fino al 14 maggio per presentare le domande online.
C’è infine chi gioca d’anticipo: per far fronte all’annosa questione dei ritardi nei pagamenti che imbrigliano l’attività professionale, gli enti previdenziali di geometri, architetti e ingegneri hanno siglato convenzioni che anticipano le spese necessarie a far fronte all’incarico.
Oltre agli interventi delle singole Casse, una risposta alle esigenze di credito da parte dei professionisti è arrivata da Confprofessioni: l’associazione prevede una vasta gamma di finanziamenti grazie alla partnership con Unicredit siglata nel settembre 2017 e all’intesa con l’Ente nazionale del microcredito.

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