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Pignoramenti più veloci, le linee guida del Csm

Per la prima volta, il Csm detta le linee guida agli uffici giudiziari per le buone pratiche sulle esecuzioni immobiliari. Materia finora quasi negletta, assurge invece a dimensione strategica: le 21 indicazioni operative approvate ieri dal plenum saranno illustrate il 29 novembre ai presidenti dei tribunali e delle sezioni specializzate convocati a Palazzo dei Marescialli.
I criteri della procedura devono diventare «efficienza, efficacia e rapidità» per ottenere «il massimo ricavato» nel «più breve tempo possibile». Con tutte le «garanzie di trasparenza – sottolinea il relatore, Claudio Galoppi – e di interesse sia per le ragioni creditorie, sia per la tutela del debitore esecutato». Ma il Csm considera anche un contesto più ampio: «L’economia nazionale e la sua affidabilità». Tanto da citare nella delibera il rapporto della Banca Mondiale Doing Business-Enforcing Contracts 2016 «incentrato sui paramentri della durata globale dei procedimenti esecutivi» e, in generale, la qualità del sistema giudiziario: «Colloca la Repubblica italiana al 108° posto, peggiore di numerosi paesi in via di sviluppo».
La risoluzione deliberata ieri riconosce come «l’inefficienza delle procedure si traduce in un accesso al credito più problematico e più oneroso con grave nocumento del sistema economico del territorio». Le indicazioni del Csm così vanno dalla «fissazione celere dell’udienza» alla «nomina contestuale del perito e del custode». Propongono una «stima standardizzata e il rispetto dei tempi del deposito della relazione peritale». Sottolineano la necessità della «rotazione degli ausiliari» e il controllo sulla loro «qualità».
Chiedono che il giudice «fornisca indicazioni cronologiche puntuali sulla tempistica della vendita». Istituiscono infine presso il Consiglio superiore un «Osservatorio per l’efficienza delle procedure esecutive» con il compito di sostenere sia il Csm sia gli uffici giudiziari per introdurre e consolidare le buone pratiche. Le linee guida poi investono «il comitato paritetico Csm-ministero della Giustizia» per mettere a punto «un sistema di assegnazione automatica dei fascicoli». Fa notare il vicepresidente Giovanni Legnini: «Con questa risoluzione intendiamo fornire la risposta possibile, a legislazione invariata e utilizzando le prerogative consiliari, a una delle principali ragioni di collocazione del sistema giudiziario nel nostro Paese, in particolare del settore civile – ricorda Legnini – in posizioni negative delle valutazioni delle performance riguardanti molti paesi».
Legnini ricorda il lavoro «particolarmente qualificante della settima commissione» che, tra l’altro, ha considerato «le proposte sia dell’Abi che di una rappresentanza delle associazioni dei consumatori». Giovanni Sabatini, direttore generale Abi, nella sua audizione davanti al Csm rilevò come «per ogni anno di riduzione della durata media di queste procedure la distanza tra prezzo offerto dal mercato e valore di carico in bilancio della banca si riduce del 10%». Adesso tocca ai tribunali raccogliere la sfida.

Marco Ludovico

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