Il pianoforte non si pignora se a suonarlo è un musicista famoso

Il Tribunale di Pisa ha puntualizzato che “ad alti livelli artistici, la strumentazione non è semplice capitale, ma un qualcosa che va be oltre il mero valore economico”.

Il Tribunale toscano ha quindi concluso che il pignoramento andrà “limitato”, se nella massa dei beni utilmente aggredibili risulta esserci un pianoforte di un musicista famoso.

Il caso di specie trae origine dal pignoramento mobiliare promosso da una società di riscossione crediti avente ad oggetto svariati “strumenti professionali” di proprietà del debitore. Quest’ultimo si opponeva fermamente a tale esecuzione mobiliare, sostenendo che le attrezzature in questione erano impignorabili in quanto necessarie per la propria carriera di sound designer (creatore di colonne sonore e strutture musicali) o, semmai, erano pignorabili soltanto per un quinto. La Società insisteva per la piena pignorabilità di tali strumenti, comunque sovrabbondanti rispetto alle ordinarie esigenze lavorative del debitore, a nulla rilevando la fama nazionale ed internazionale di quest’ultimo.

Al fine di risolvere la controversia, il Tribunale ha chiarito che “il valore (economico) del lavoro artistico svolto ad elevati livelli non può essere considerato economicamente equivalente a quello del lavoro fungibile e non qualificato applicato a mansioni ripetitive e standardizzate”.

In altre parole, il medesimo strumento potrebbe considerarsi “dotazione di capitale ampiamente sovrabbondante per uno stonato artista occasionale che si esibisca, in mancanza di migliore occupazione, di fronte ad un pubblico privo di sofisticazione e di aspettative e bene «indispensabile per un solista di fama internazionale ed il suo prezzo, anche elevato, non sarebbe certamente prevalente sul valore dell’opera spirituale ed artistica – estrinsecantesi nell’interpretazione di rara finezza e sensibilità del pezzo musicale – apportato dal grande esecutore”.

Di qui, l’illegittimità del pignoramento “ad ampio raggio” attivato dalla società tenuta a rispettare la soglia del quinto.

Tribunale di Pisa, Sez. Civile, 5 giugno 2018, n. 533

Valeria Bano – v.bano@lascalaw.com

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