Quando il piano del consumatore non è nemico del mutuo ipotecario

Il Tribunale di Padova, chiamato a pronunciarsi sull’omologa di un piano del consumatore, con decreto del 13.04.2018, ha stabilito come al mutuo ipotecario in regolare ammortamento, in difetto del richiamo al comma secondo dell’art. 55 l.f., non possano ritenersi automaticamente applicabili i principi esposti nella legge fallimentare in punto di scadenza dei debiti.

Infatti, l’art. 9 comma 3-quater della legge n. 3/2012 si limita a prevedere che “il deposito della proposta di accordo o di piano del consumatore sospende, ai soli effetti del concorso, il corso degli interessi convenzionali o legali, a meno che i crediti non siano garantiti da ipoteca, da pegno o privilegio, salvo quanto previsto dagli articoli 2749, 2788, e 2855, commi secondo e terzo, del codice civile”, così riproducendo sostanzialmente l’art. 55, comma I, l.f.

Nel caso di specie, il professionista incaricato di svolgere le funzioni di Organismo di Composizione della Crisi, verificata la situazione di sovraindebitamento in cui versava il ricorrente e la sostenibilità finanziaria del piano formulato, nonostante la previsione di pagamento dei creditori chirografari in un arco temporale di 5 anni, escludeva la fattibilità e la convenienza del piano in relazione a tutti i creditori, in quanto il piano non considerava il pagamento delle spese in prededuzione e non considerava il pagamento del creditore ipotecario.

E’, tuttavia, opportuno rilevare come il debitore avesse precisato la volontà di pagare le spese di prededuzione all’esito dell’omologa (e la giacenza in conto corrente era sufficiente a coprirle) e come il mutuo non fosse stato inserito all’interno del piano del consumatore, in quanto avrebbe seguito il piano di ammortamento in regolare esecuzione.

Il Tribunale di Padova, al fine di superare le criticità evidenziate dal professionista, condividendo l’orientamento giurisprudenziale in base al quale “la durata del piano del consumatore non può che collocarsi in un arco temporale di cinque anni circa, giacchè solo in tal modo viene rispettato il principio della ragionevole durata del processo, oltre al fatto che solo così verrebbe ridotto al minimo il sacrificio imposto ai creditori mediante la previsione di un piano di durata ragionevolmente breve e la cui esecuzione apparirebbe verosimilmente prevedibile”, omologava il piano del consumatore, ritenendo che ricorressero tutti i presupposti per l’omologa.

Tribunale di Padova, 13 aprile 2018

Ilaria Termine – i.termine@lascalaw.com

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