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Patent box, istanze per i marchi a quota 40 per cento

I marchi d’impresa sono i maggiori beneficiari del patent box . Nel biennio 2015/2016 sono state 2.778 le istante di agevolazione per i marchi, il 40% del totale. Un risultato che non sarà più ripetibile: dal 2017, infatti, i marchi sono stati esclusi da questo regime opzionale (si veda Il Sole 24 Ore del 24 aprile). Nessun problema per i benefici già concessi che restano nel regime agevolato fino a naturale scadenza. Gli altri due intangibili per i quali le imprese sono state molto attive nel chiedere l’accesso al patent box sono i brevetti e il know how che si posizionano poco al di sotto del 20 per cento. Fanalini di coda, con l’11%, software, disegni e modelli.
I dati in dettaglio sul patent box sono contenuti in una risposta data ieri dal Mef, a un question time proposto alla commissione Finanze della Camera da Giovanni Paglia ( Si-Sel-Pos). Le informazioni fornite riguardano il biennio 2015 e 2016, quando l’opzione-patent andava esercitata telematicamente. Dal 2017 non sarà più così perché l’esercizio dell’opzione andrà comunicato nella dichiarazione dei redditi. Al 31 dicembre 2015 risultavano presentate 4.473 domande di accesso alla procedura di accordo preventivo; di queste 63 sono state rigettate perché prive dei requisiti richiesti. Nel corso dell’istruttoria ne sono “decadute” 2.523 per mancata presentazione della documentazione richiesta. Le istanze ammesse per il primo anno alla fine sono state il 42% e cioè 1.887. Nel 2016 il numero di istanze ammesse e non decadute è pari a 1.819; leggermente in calo ma tutto sommato un dato di tenuta. L’opzione ha una durata quinquennale per questo ci si aspettava che il grosso delle domande si concentrasse nel primo anno, cosa che non è successa. Dei beni immateriali opzionabili l’unico ad aver registrato nel 2016 un aumento rispetto all’anno precedente è il software passato da 304 a 485 domande.
La risposta non entra nel merito delle istanze che hanno completato l’iter, che prevede un accordo preventivo con l’agenzia delle Entrate per definire, attraverso un contraddittorio, metodi e criteri del reddito agevolabile. Lo aveva però fatto il direttore dell’agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, la scorsa settimana parlando di 15 pratiche definite e duemila in fase di contraddittorio con l’obiettivo di completarne il 90% entro l’anno.

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