Pari e patta? No grazie!!

La Corte di Cassazione, recentemente, ed in particolare con l’ordinanza n. 14624/2018 depositata in data 06/06/2018 si è pronunciata in materia di spese processuali, facendo finalmente chiarezza su una delle problematiche più spinose del processo civile.

In base alla pronuncia della Suprema Corte, al fine di disincentivare l’abuso del processo è ritenuta legittima la compensazione delle spese tra le parti non solo nel caso ci sia soccombenza reciproca tra le parti ma anche nel caso (ed è qui la novità) in cui non ci  sia un precedente giurisprudenziale avente ad oggetto la problematica trattata nel processo nel quale le spese vengono compensate tra le parti, ovvero nel caso di novità dell’interpretazione prescelta dal giudice rispetto ad un precedente orientamento.

Nel caso di specie il Tribunale di Lucca, adito in funzione di giudice di appello avverso la sentenza emessa dal Giudice di Pace, rigettava l’impugnazione promossa dall’appellante contro la decisione emessa all’esito del giudizio di primo grado sul punto riguardante  la compensazione delle spese legali.

La vicenda prende le mosse dall’opposizione al verbale di accertamento di un’infrazione al Codice della Strada con cui era stato contestato all’appellante di aver lasciato la propria auto in sosta vietata.

Il Giudice di Pace accoglieva l’opposizione proposta e compensava le spese processuali tra le parti.

A questo punto il Tribunale di Lucca, nel ruolo di giudice di appello, riteneva di non dover censurare la valutazione operata dal giudice di primo grado in ordine alla compensazione delle spese. La motivazione di una simile determinazione è da ravvisare nella circostanza che il Giudice di pace aveva accolto l’opposizione in quanto riteneva dubbio di poter rintracciare l’elemento soggettivo integrato dalla colpa nell’illecito amministrativo.

Per affrontare la questione della compensazione delle spese legali occorre partire dall’art. 92 c.p.c..

In base al testo normativo, il giudice ha il potere di compensare le spese tra le parti al manifestarsi di tre circostanze ed in particolare nel caso vi sia soccombenza reciproca, nel caso di assoluta novità nella questione trattata o, infine, nel caso in cui l’interpretazione prescelta dal giudice sia una novità rispetto ad un precedente orientamento giurisprudenziale consolidato.

Nel caso di specie tutto questo non è riscontrabile.

Il Giudice di pace, infatti, si è limitato a ritenere sussistente un dubbio in merito all’esistenza dell’elemento soggettivo della colpa nell’illecito amministrativo contestato, come del resto confermato anche dal Tribunale di Lucca in qualità di giudice di secondo grado.

Se da un lato quindi, l’esistenza di un dubbio sull’elemento soggettivo incide sulla valutazione in ordine ad una fondatezza o meno dell’opposizione  proposta, di contro non può essere ritenuto rilevante  in sede di regolazione per quanto attiene alle concrete modalità di ripartizione tra parti delle spese legali.

A fronte di quanto sopra e delle valutazione enunciate,  poiché le ipotesi di compensazione delle spese legali sono tassative, la Cassazione ha ritenuto di dover accogliere il ricorso, cassando con rinvio al Tribunale di Lucca la sentenza di secondo grado da questo emessa.

Cass., 06/06/2018, n. 14624 

Andrea Asnaghi – a.asnaghi@lascalaw.com

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