Il pagamento della cambiale nel concordato preventivo

Nel concordato preventivo del traente, non verificandosi alcuno scioglimento della delegazione di pagamento, in caso di pagamento di cambiali tratte, l’adempimento dell’obbligazione pecuniaria a carico del traente e in favore del beneficiario comporta che il trattario assolva contestualmente sia al debito di provvista nei confronti del traente (credito dell’imprenditore concordante o credito di massa) sia, contestualmente, al rapporto di valuta corrente tra beneficiario e traente (debito concorsuale).

Nel caso in esame, il Fallimento attore chiedeva di dichiararsi l’inefficacia ex art. 167 L.F. di alcuni pagamenti effettuati dal fallito nei confronti di diversi fornitori dopo il deposito e dopo la pubblicazione della domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo, a cui faceva seguito il decreto di ammissione alla procedura e successivamente la dichiarazione di fallimento.

In particolare, l’attore ha affermato che i suddetti pagamenti dovevano ritenersi inefficaci ex art. 167, comma 2, L.F. in quanto pagamenti di crediti anteriori posti in essere dall’imprenditore dopo la pubblicazione della domanda di concordato in difetto di autorizzazione del giudice delegato, costituenti per ciò solo atti inefficaci in assenza dell’autorizzazione giudiziale al pari degli atti eccedenti l’ordinaria amministrazione.

La convenuta, tra le sue difese, evidenziava che il credito era stato incassato in parte anche tramite il pagamento di n. 2 cambiali tratte emesse e consegnate dal Fallimento, deducendo come le cambiali tratte fossero prive dell’accettazione del trattario, richiamandosi alla giurisprudenza di legittimità e invocando l’irrevocabilità dei pagamenti nei confronti del beneficiario o prenditore della tratta (Cass. n. 5987/2005).

Sul punto, Il Giudice, in primo luogo, evidenziava la non attinenza del citato precedente giurisprudenziale al caso in esame, in quanto riferibile alla sola ipotesi di fallimento.

Il principio richiamato dal convenuto, infatti, afferma che il fallimento del traente, intervenuto prima dell’accettazione della tratta da parte del trattario, interrompe il processo formativo della delegazione di pagamento insita nell’emissione di una cambiale tratta. Di conseguenza il pagamento eseguito dal trattario che non abbia accettato la tratta, non è riferibile al traente fallito. Il curatore del fallimento del traente non ha, pertanto, a norma dell’art. 44 L.F. azione contro il portatore (beneficiario) della tratta per la restituzione della somma da costui ricevuta dal trattario dopo la dichiarazione di fallimento (perché non sarebbe un pagamento eseguito dal trattario per conto del traente), ma può soltanto agire contro il trattario per il recupero del credito del fallito, stante l’inefficacia del pagamento eseguito dal trattario e non anche ricevuto dal beneficiario.

Tuttavia, continua il Giudice, nel concordato non si verifica alcuno scioglimento della delegazione di pagamento, in quanto rapporto pendente e non atto unilaterale, salvo scioglimento ex art. 169-bis L.F. Di talché, in caso di pagamento di cambiali tratte, l’adempimento dell’obbligazione pecuniaria a carico del traente e in favore del beneficiario (credito anteriore, costituente nella specie il rapporto di valuta) – ancorché attuata mediante un maccanismo di delegatio solvendi (ossia dando il traente incarico al trattario, obbligato nei confronti del traente in virtù del rapporto di provvista) – comporta che il trattario assolva contestualmente sia al debito di provvista nei confronti del traente (credito dell’imprenditore concordante o credito di massa) sia, contestualmente, al rapporto di valuta corrente tra beneficiario e traente (debito concorsuale).

Da qui la conseguenza per cui nella prospettiva del traente in concordato, dunque, il traente riceve indirettamente il pagamento effettuato dal trattario, che risulta essere efficace nei confronti del traente in quanto l’imprenditore ammesso al concordato preventivo conserva l’amministrazione dei beni ed è legittimato pertanto a ricevere pagamenti, direttamente o indirettamente.

Tuttavia, l’assolvimento del rapporto di valuta, con estinzione del rapporto di valuta tra traente in concordato e beneficiario creditore concorsuale, continua ad essere inefficace in forza del menzionato principio della violazione della par condicio creditorum, comportando lo stesso un irragionevolmente beneficio per i creditori, indipendentemente dall’ordine di graduazione e per il solo fatto di essere in possesso di uno strumento di pagamento cartolare.

Pertanto, conclude il Giudicante, “pur qualificandosi il pagamento del trattario come una delegatio solvendi, tale pagamento continua a “conteggiarsi” in capo al debitore in concordato, in forza del rapporto di valuta (non estinguibile pena la violazione della par condicio) e dunque gli è imputabile, mentre non è efficace il pagamento eseguito dal trattario nei confronti del beneficiario”.

Di conseguenza il Giudice ha accolto la domanda del Fallimento, dichiarando l’inefficacia di tali pagamenti, costituendo pagamenti di natura endoconcordataria di crediti anteriori e non essendo questi stati autorizzati giudizialmente.

Tribunale di Milano, 6 giugno 2018

Luca Scaccaglia – l.scaccaglia@lascalaw.com

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