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Pagamenti, è l’ora della svolta

Rivoluzione nel servizio pagamenti. Entra in vigore la Psd2 che sta per Payment services directive ovvero l’aggiornamento della direttiva europea sui pagamenti che aprirà le porte anche in Italia a nuovi attori in concorrenza con le banche. La sintesi di questo provvedimento, recepito con decreto legislativo il 15 settembre scorso, è il seguente: il cliente/correntista potrà autorizzare i nuovi fornitori di tali servizi (Pisp, payment initiation service providers) a chiedere informazioni alla propria banca per effettuare una transazione. E l’istituto di credito sarà obbligato a fornire i dati: saldo contabile, saldo disponibile, movimenti, intestazione del rapporto.
Nessun obbligo invece per il deposito titoli; gli investimenti restano fuori dalla normativa europea a differenza di quanto avviene negli Stati Uniti.
Gli step della riforma
La riforma non verrà però attuata in blocco ma, per ora, entrerà in vigore la parte normativa su trasparenza, tetti alle commissioni e alle franchigie. Ci vorranno poi 18 mesi prima che i Pisp possano cominciare a lavorare. Un anno e mezzo è infatti necessario per portare a regime l’infrastruttura tecnologica, soprattutto quella relativa alla sicurezza informatica. Un aspetto particolarmente delicato quest’ultimo che ha coinvolto direttamente l’Eba, l’authority bancaria europea, per quanto riguarda gli standard da utilizzare. Sui temi della sicurezza dei conti corrente online, e più in generale sull’home banking, ci sarà un approfondimento domani su Plus24, il settimanale di risparmio e investimenti del Sole24Ore in edicola domani.
Franchigie e commissioni
Entra subito in vigore invece il taglio da 150 a 50 euro della franchigia sulle operazioni non autorizzate (carte di credito o bancomat smarriti o rubati) e la banca dovrà rimborsare entro il giorno successivo, salvo poi provare la grave negligenza o la frode del cliente o del prestatore di servizi di pagamento. La novità, oltre alla riduzione della franchigia, e proprio l’accelerazione del rimborso in massimo 24 ore.
Inoltre, sul fronte delle commissioni si punta ad accrescere il livello di trasparenza, concorrenza e integrazione del mercato europeo delle carte di pagamento. Viene dunque fissato un limite alle commissioni interbancarie applicate in relazione ai versamenti basati su carte di pagamento: per l’utilizzo di carta di debito e prepagata, la commissione interbancaria non potrà essere superiore allo 0,2% del valore dell’operazione stessa. Inoltre per le transazioni tramite carta di credito, la commissione interbancaria non potrà essere superiore allo 0,3% del valore dell’operazione.
Infine arriva il divieto di surcharge, ossia lo stop all’applicazione di un sovrapprezzo per l’utilizzo di determinati strumenti di pagamento.
Il «tesoriere personale»
La direttiva europea prevede inoltre l’ingresso di un terzo attore nel mondo dei servizi di pagamento. Come spiega la relazione di accompagnamento del Governo al recepimento della normativa Ue, tra i vantaggi per la clientela vi saranno «servizi informativi sui conti che consentiranno a un utente di un servizio di pagamento di avere una panoramica della propria situazione finanziaria in qualsiasi momento, permettendo agli utenti di gestire meglio le proprie finanze personali». In sostanza, viene introdotta la figura dell’«aggregatore di informazioni» o Aisp (Account information services providers). Questo soggetto, previa autorizzazione del correntista, si collegherà a tutti i conti bancari del cliente per recuperare informazioni e per avere una situazione finanziaria aggiornata. È una sorta di «tesoreria personale» del correntista.
Servizi di pagamento e app
L’interesse per il settore è enorme. In particolare da parte dei colossi Usa che, come Facebook, hanno già chiesto una licenza ad operare. In un report di PwC viene spiegato che «la crescita della digitalizzazione non sembra sia destinata a fermarsi e per il 2018 è stato stimato che il numero delle transazioni digitali raggiungerà il 19% in più rispetto al 2014». Viene aggiunto poi che «in Italia il contante è ancora uno strumento utilizzato (89% nel 2010 e 86% nel 2014) ma il numero delle transazioni non cash ha avuto un trend positivo già a partire dal 2013 (+10% nel biennio 2013-2015)».
La direttiva Psd2 sicuramente darà un’accelerazione a questi numeri. Aumenteranno inoltre le app che sfrutteranno al massimo le nuove opportunità. Sempre tenendo fermo il presupposto della sicurezza informatica.

Vitaliano D’Angerio

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