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Paesi non cooperativi, aggiornate le liste Ue

Tirate le somme sulla black list dei paradisi fiscali Ue. Il Consiglio ha aggiornato ieri l’elenco dei paesi non fiscalmente cooperativi, concordato per la prima volta nel dicembre 2017. In totale, vi sono attualmente 71 paesi nel radar dell’Unione europea di cui 9 paesi nella lista nera e 62 paesi nella lista grigia. I ministri hanno approvato all’unanimità la via da seguire per gli 8 paesi caraibici che erano stati colpiti dagli uragani, e che quindi hanno ottenuto 3 mesi di proroga per essere analizzati e affrontare i problemi identificati nei loro regimi fiscali (si veda ItaliaOggi del 10/03/2018). Di conseguenza, Bahamas, St. Kitts e Nevis e le Isole Vergini americane sono state aggiunte alla lista nera. Anguilla, Antigua e Barbuda, le Isole Vergini britanniche e la Dominica sono state aggiunte alla lista grigia in seguito agli impegni presi per riformare i loro sistemi fiscali. Oltre ai Caraibi, 3 giurisdizioni della lista nera sono state spostate nella lista grigia: Santa Lucia, Isole Marshall e Bahrein, in quanto il Gruppo del codice di condotta ha ritenuto che gli impegni presi sono stati soddisfacenti (si veda ItaliaOggi del 07/03/2018). «Ma questo non significa che sono fuori dai guai: avremo bisogno di vedere misure concrete per attuare i loro impegni entro la fine dell’anno, o rischiano di essere riportati nella lista nera», riferisce il commissario Moscovici. Uno dei problemi che erano sorti durante la formazione della lista a dicembre era la questione della trasparenza nella selezione dei paesi, tuttavia, secondo Moscovici sono stati avviati degli sviluppi: «Ho chiesto trasparenza sugli impegni dei paesi della lista grigia per consentire ai cittadini, alle Ong, ai media e ai parlamenti di monitorare i progressi e esercitare la necessaria pressione. Venticinque paesi hanno già accettato di pubblicare questi impegni. È un buon inizio, ma dobbiamo fare di più».

Matteo Rizzi

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