C.m.s. e richiesta di esibizione

La recente pronuncia del Tribunale di Sondrio (n. 235 pubblicata l’11/05/2016), resa nell’ambito di una controversia insorta tra un istituto di credito, assistito dallo Studio, e la correntista è apprezzabile per la varietà dei temi trattati e per le motivazioni sviluppate dal magistrato, anche in tema di ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c. e commissioni di massimo scoperto.

Nel caso che ci occupa, la correntista, che ha agito in giudizio per la ripetizione di somme che asseriva essere state indebitamente versate, nonchè per far accertare il presunto diverso saldo rispetto a quello risultante dal conto corrente, aveva l’onere ex art. 2697 c.c. di produrre i contratti, gli atti negoziali che regolavano i rapporti nonchè gli estratti conto integrali.

Tuttavia, la correntista si limitava a produrre una parziale documentazione, trincerandosi dietro ad una richiesta di esibizione ex art. 210 c.p.c.

Il Tribunale valtellinese, seguendo l’indirizzo univoco della giurisprudenza secondo il quale “non può essere ordinata in giudizio l’esibizione di un documento di una parte o di un terzo, quando l’interessato può di propria iniziativa acquisire una copia e produrla in giudizio (Cass. n. 19475/2005); e segnatamente era onere della società correntista fornire la prova di non aver avuto riscontro o aver ottenuto diniego a tale richiesta (Trib. Marsala n. 390/2015)”, ha considerato, dunque, tranciante l’omessa allegazione.

Nello specifico, il Giudice ha rilevato come “prima dell’introduzione del presente giudizio e prima della stesura dell’atto di citazione non sia mai stata avanzata alcuna istanza ex art. 119 TUB.

L’ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c. formulato sin dall’atto di citazione non è quindi ammissibile, potendo la parte agevolmente acquisire la documentazione di interesse quale il testo contrattuale e gli estratti conto fondanti le proprie doglianze”.

Interessante, altresì, è il passo relativo alle c.m.s.

Nel riaffermare la legittimità delle stesse per la meritevolezza degli interessi perseguiti, il Giudice coglie l’occasione per ribadirne la liceità in quanto “costituente il corrispettivo della banca per la messa a disposizione di una somma, a prescindere dal suo concreto utilizzo e volta a remunerare l’onere della banca di dovere essere sempre in grado di fronteggiare una rapida espansione nell’utilizzo dello scoperto di conto, a volte anche oltre il limite dell’affidamento”.

Maria Grazia Sclapari m.sclapari@lascalaw.com

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