Opposizione del fideiussore? Nessun obbligo di mediazione

“Nel giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo richiesto ed ottenuto da un istituto di credito nei confronti dei fideiussori del debitore principale per scopertura del c/c, va rigettata l’eccezione di improcedibilità della domanda monitoria per mancato esperimento della procedura di mediazione. Invero, rivestendo gli opponenti la qualità di fidejubenti rispetto al rapporto bancario garantito, la domanda di pagamento svolta verso costoro è sottratta all’obbligatorietà della procedura di media conciliazione, giacché la fideiussione non rientra tra i contratti bancari stricto sensu previsti dall’art. 5, comma 1 bis, D. Lgs. n. 28 del 2010 , costituendo al contrario contratto di garanzia disciplinato dal codice civile”.

In questi termini si è espresso il Tribunale palermitano in ordine all’eccezione di improcedibilità di un’opposizione avverso il decreto ingiuntivo emesso nei confronti di due soggetti fideiussori, che era stata levata per l’asserito omesso esperimento del procedimento di mediazione ex art. 5 comma 1 bis D. Lgs. N. 28 del 2010.

In particolare, muovendo da argomentazioni oramai sostenute dalla giurisprudenza maggioritaria di merito, il giudice decidente ha rilevato che – rivestendo gli opponenti la qualità di fidejubenti rispetto al rapporto bancario garantito – la domanda di pagamento svolta verso costoro è sottratta all’obbligatorietà della procedura di mediazione, ciò in quanto la fideiussione non rientra tra i contratti bancari  tipicamente assoggettati alla condizione di procedibilità in parola, assumendo al contrario  la qualità di negozio di garanzia accessorio al rapporto di debito – credito intercorrente fra la banca e il debitore principale.

In linea di continuità con il precedente, nella pronuncia in commento viene peraltro riportata la decisione del Tribunale meneghino conforme all’indirizzo poc’anzi espresso,  nella quale si legge espressamente parimenti infondata è la contestazione sollevata in corso di causa in ordine a una pretesa improcedibilità della domanda monitoria per non essere stata preceduta dall’esperimento del tentativo obbligatorio di mediazione, dal momento che la controversia dedotta in giudizio verte su un rapporto di garanzia e, quindi, su materia non riconducibile nell’alveo della obbligatorietà della disciplina dettata dal D. Lgs. n. 28 del 2010 (Tribunale di Milano, VI Sezione Civile,13.01.2016, G.U. Dott. Francesco Ferrari).

Sul punto, già in tempi più risalenti, si è avuto modo di rilevare che la disposizione dell’art. 5 D. Lgs. N. 28\2010 non è suscettibile d’interpretazione in senso estensivo, trattandosi di norma di carattere eccezionale. Pertanto un’interpretazione restrittiva della stessa induce a valorizzare l’autonomia del rapporto negoziale di fideiussione rispetto a quello principale sottoposto al contrario alla condizione di procedibilità obbligatoria prevista dalla norma in commento[1].

Ciò posto, all’esito della descritta tesi il giudice palermitano, definitivamente decidendo, ha rigettato l’eccezione levata dall’istituto di credito in un caso, per l’appunto, ove l’opposizione veniva levata solo dai garanti fideiussori senza che venisse in alcun modo in causa il rapporto principale bancario intercorso fra la banca e il debitore principale.

[1] Sul punto, cfr. Consiglio Superiore Della Magistratura, “Le controversie bancarie, tavola rotonda: metodi alternativi di risoluzione delle controversie bancarie e finanziarie: dialogo a più voci”, Roma, 17-19 settembre 2012.

Tribunale di Palermo, Sezione VI, sentenza del 18 gennaio 2018 (leggi la sentenza)

Roberta Bramanti – r.bramanti@lascalaw.com

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