Opposizione all’esecuzione immobiliare e al rilascio: attenzione alle differenze

Con la sentenza in commento, la Cassazione si è pronunciata in merito al diritto dell’aggiudicatario di un bene di procedere esecutivamente al rilascio dell’immobile occupato dai precedenti proprietari, esecutati nell’ambito di una procedura immobiliare.

Nel caso di specie, i ricorrenti  si erano opposti alla procedura di rilascio del bene  contestando la carenza di un idoneo titolo esecutivo, lamentando infatti che i vizi in seno all’atto di pignoramento e la sua conseguente nullità,  avevano  travolto gli effetti dell’intera procedura esecutiva.

Sul punto, la Corte, escludendo anche nel merito quanto contestato,  ha rigettato il ricorso rilevando come i motivi esposti facessero comunque riferimento esclusivamente alla legittimità degli atti posti in essere in seno all’esecuzione immobiliare, osservando a tal riguardo che “le ragioni di tale vizio dovevano essere fatte valere non già con l’opposizione all’esecuzione per rilascio, bensi’ con opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 cpc entro i termine di decadenza di venti giorni dal compimento dell’atto..”.

Ne deriva che, una volta conclusa la procedura esecutiva immobiliare ed emesso il decreto di trasferimento l’esecutato non avrà più facoltà di muovere alcuna contestazione circa la legittimità dell’azione espropriativa, subendo le conseguenze della stessa.

Cass., Sez. III Civ., 15 novembre 2017, n. 26963

Matteo Mauro – m.mauro@lascalaw.com

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