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La manovra entra negli studi

Nelle pieghe della manovra di fine anno – la legge 145 del 2018, entrata in vigore il primo gennaio – ci sono una serie di misure che interessano i liberi professionisti. Dalla flat tax agli incentivi, passando per le opportunità che si aprono nel mondo del lavoro, le novità possono riguardare direttamente le categorie oppure avere una ricaduta indiretta, ma comunque da non sottovalutare.
La sanità
Solo gli operatori della sanità portano a casa una serie di norme ad hoc. A cominciare dai vincoli alla pubblicità: la manovra vieta, infatti, alle offerte relative alla salute di contenere «qualsiasi elemento di carattere promozionale o suggestivo». E, questo, per consentire al paziente di valutare l’offerta conservando una libera e consapevole determinazione. Nel caso di violazione delle nuove disposizioni, a carico del professionista verrà aperto un procedimento disciplinare e ne sarà informata l’Autorità per le comunicazioni per l’adozione del provvedimento sanzionatorio.
Un’altra novità riguarda i medici, con l’aumento dei fondi per la formazione degli specializzandi. Per i farmacisti, invece, arriva l’esenzione dallo sconto a favore del sistema sanitario per gli esercizi al di sotto dei 150mila euro di fatturato.
Un’ulteriore norma riguarda il super-Albo delle professioni sanitarie tecniche, elenco in via di costituzione. La manovra prevede che chi ha esercitato per almeno tre anni, anche non continuativi, negli ultimi dieci, potrà continuare a svolgere l’attività purché si iscriva, entro la fine di quest’anno, negli elenchi speciali ad esaurimento, da istituire presso il nuovo Albo dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, dalla riabilitazione e della prevenzione.
Infine, una disposizione riguarda la fatturazione elettronica appena partita: si esonera dall’obbligo della e-fattura medici, dentisti e farmacisti e gli altri professionisti che inviano i dati al Sistema tessera sanitaria per tutto il 2019.
Le assunzioni
Meno mirate sono, invece, le opportunità occupazionali che la legge di Bilancio apre. Il ventaglio dei potenziali interessati è, infatti, piuttosto ampio: i professionisti tecnici, gli specialisti tributari, gli operatori della legge. Sono possibilità di reclutamento o offerte di consulenza nella pubblica amministrazione che si segnalano perché possono rappresentare una chance per chi voglia percorrere nuove esperienze lavorative. Può essere il caso del giovane avvocato attratto dalla carriera nell’Avvocatura dello Stato, dell’architetto interessato a entrare nei ranghi del ministero dei Beni culturali o dello specialista di dismissioni pubbliche (per esempio, il notaio) invogliato da una consulenza presso il ministero dell’Economia.
Il fisco
Il capitolo è corposo. Si parte con la flat tax ovvero l’aliquota unica al 15% per i professionisti scattata dal 1° gennaio con l’ampliamento a 65mila euro del regime forfettario. Nella manovra ci sono le (prime) regole di incompatibilità. Per ora – in attesa di eventuali correzioni di rotta già richieste da alcune associazioni di professionisti – per applicare la flat tax bisogna dire addio alla formula dello studio associato. Mentre saranno da valutare caso per caso le partecipazioni azionarie detenute dal professionista (si veda anche il Sole 24 Ore di lunedì 7 gennaio).
Valutazioni di merito e calcolatrice alla mano per il saldo e stralcio dei debiti fiscali e contributivi. L’operazione riguarda anche gli arretrati delle Casse professionali. E in particolare i carichi affidati all’agente della riscossione dal 2010 al 2017. Ma con importanti distinguo: innanzitutto non tutte le Casse si affidano ad agenti esterni per la riscossione (ex Equitalia, ora Ader, in particolare): non lo fa, ad esempio, Enpacl per i consulenti del lavoro e quindi la categoria è automaticamente esclusa da questo condono contributivo. L’accesso poi è riservato ai professionisti con Isee sotto i 20mila euro (con una gradualità della somma da versare per sanare il buco contributivo modulata sempre in base all’Isee).
Il singolo professionista dovrà valutare anche la convenienza dell’adesione ai fini previdenziali. E per farlo dovrà attendere le istruzioni della propria Cassa.
I bonus
C’è poi un mini pacchetto di incentivi in arrivo anche per i professionisti. Dal 1° gennaio intanto è scattata in automatico la possibilità anche per le partite Iva di ottenere i fondi di Resto al Sud, il programma gestito da Invitalia che sostiene la nascita di nuove attività imprenditoriali avviate dagli under46 nelle regioni del Mezzogiorno. Il programma può finanziare (anche con contributi a fondo perduto) le spese per ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili, per l’acquisto di attrezzature e programmi informatici e per le principali voci di spesa utili all’avvio dell’attività.
Sempre al Sud confermato il bonus per le assunzioni, valido anche per gli studi professionali: sgravio contributivo massimo di circa 8mila euro per tre anni.
Del tutto nuovo invece il «Fondo blockchain» che parte con una dote di 15 milioni l’anno dal 2019 al 2021. Può finanziare iniziative di ricerca anche private sia per blockchain che per intelligenza artificiale.

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