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Iccrea diventa capogruppo, esame Bce in estate

L’assemblea di Iccrea ha approvato le modifiche allo statuto che ne consentono la trasformazione in capogruppo e l’aumento di capitale da 250 milioni per rafforzare i ratio patrimoniali dopo le perdite (80 milioni) cumulate con la cessione dei titoli di Stato. È l’ultimo passaggio formale – oltre all’assemblea della Bcc di Roma che si terrà il 13 gennaio – prima dell’avvio del gruppo bancario che è atteso entro la fine del mese. Per le Bcc che appartengono al gruppo Iccrea non è però un punto di arrivo, ma il punto di partenza proiettato verso un futuro incerto. I ratio patrimoniali della spa che fino a ieri era una banca di secondo livello sono rafforzati, ma certezze su quanto sarà solido il nuovo gruppo non ci sono. L’Asset quality review della Bce, atteso prima nell’autunno scorso e poi a inizio di quest’anno, è slittato ancora e le indicazioni che arrivano ora puntano ad un avvio dell’esame prima dell’estate. Ad oggi i Cet1 medio del gruppo è stato quantificato dal management del gruppo è oltre il 14%, ma quale sarà il livello dopo l’esame della vigilanza europea? E ancora: la vera sfida per il gruppo con un modello di business delle affiliate che non è a fini di lucro sarà riuscire a garantire una sufficiente redditività. La questione della solidità patrimoniale, in ogni caso, non verrebbe intaccata dalla partita aperta sul riacquisto delle azioni di Iccrea detenute da Bcc del gruppo concorrente Cassa centrale banca da parte di banche affiliate ad Iccrea. L’accordo su come arrivare a questo passaggio di proprietà è tutto da costruire, ma perchè le Bcc del gruppo Iccrea possano acquistare titoli della capogruppo (240 milioni per il 22% del capitale) servono passaggi autorizzativi della Banca d’Italia. Se gli acquisti avvenissero oggi, per le Bcc il costo in termini di assorbimento patrimoniale sarebbe salato, perchè i titoli verrebbe classificati come detenzione di partecipazioni che, oltre un certo livello del patrimonio di vigilanza, impongono di vincolare quote rilevanti del patrimonio. Lo scenario cambia nel momento in cui Iccrea diventa gruppo bancario: a quel punto le partecipazioni infragruppo hanno lo stesso assorbimento dei finanziamenti alla clientela. Per arrivare a questo stadio, Iccrea dovrà presentare un’apposita istanza alla vigilanza. Nella sua replica alla proposta di Ccb di firmare un impegno di accordo sulle quota azionarie, Iccrea ha messo sul tavolo anche la necessità di riconoscere – nel calcolo del prezzo – i benefici che le banche ora affiliate a Ccb e azioniste della capogruppo romana hanno ottenuto negli anni: servizi, finanziamenti ai clienti e quant’altro. Posizione non condivisa da Ccb.
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Laura Serafini

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