Nuove regole di controllo per gli Enti Non Profit

Il 16 febbraio 2011, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha pubblicato un documento a titolo “Il controllo indipendente negli enti non profit e il contributo professionale del Dottore Commercialista e dell’Esperto Contabile” che va a colmare un vuoto legislativo; infatti, allo stato attuale, non esistono né espresse disposizioni normative né richiami di Legge a fonti professionali che delineino il contenuto dell’attività di controllo negli Enti Non Profit. Il documento fornisce linee guida che consentono un più efficace, trasparente e affidabile sviluppo delle azioni dei soggetti deputati a vario titolo al controllo negli Enti Non Profit, recependo e valorizzando prassi e procedure di controllo diffuse e consolidate sia a livello nazionale che internazionale.

Il documento si rivolge alla pluralità degli Enti Non Profit prescindendo dal fatto che gli stessi, in base alla presente disciplina speciale o tributaria, siano già obbligati ad avere forme controllo esercitate da terzi, sottolineando che la presenza di un controllo, oltre a salvaguardare i beni dell’ente, permette di fornire una maggiore trasparenza alla sua attività a vantaggio dei suoi stakeholders, dei donatori, dei finanziatori e della collettività. Il documento, oltre a disporre che i soggetti incaricati del controllo debbono essere indipendenti rispetto all’ente e debbono possedere adeguati requisiti di competenza tecnico-professionale, suggerisce forme di controllo graduali a seconda delle dimensioni dell’ente prevedendo, nel caso di enti di ridotte dimensioni, la presenza di un organo di controllo monocratico sino ad arrivare, nei casi di enti di maggiori dimensioni, alla presenza di un organo di controllo collegiale per lo svolgimento dell’attività di vigilanza e di un revisore per lo svolgimento della revisione contabile.

Le attività di controllo svolte dai soggetti incaricati dall’ente sono, secondo quanto riportato dal documento, di vigilanza, con compiti simili a quelli demandati ai collegi sindacali nelle società di capitali, e di revisione contabile. Come ben evidenziato dal documento, le due attività di controllo dovranno tener conto dell’attività peculiare svolta dagli Enti Non Profit. A questo proposito il documento fornisce, a seconda della forma giuridica dell’ente, esempi di controlli da effettuare in relazione all’attività di vigilanza, che come è risaputo è principalmente costituita da controlli di tipo legale e statutario, da controlli sull’attività dell’ente e da controlli a carattere fiscale.

In conclusione il documento del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili fornisce un importante punto di riferimento per il miglioramento della governance negli Enti Non profit. C’è la speranza, considerando l’importanza della corretta gestione delle loro risorse, che le indicazioni fornite possano servire a modificare le attuali forme di controllo in essere negli Enti Non Profit già obbligati al controllo e che vengano adottate dagli altri enti che attualmente non ne sono obbligati.

Enrico Ciampanelli, Dottore Commercialista, Certified Fraud Examiner, Perito del Tribunale di Milano

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