Nullità contrattuale? Solo se c’è il collegamento negoziale

La mancata prova del collegamento negoziale esclude che la nullità del contratto di conto corrente possa travolgere i successivi contratti di mutuo, che, quindi, non possono essere intaccati nella loro validità ed efficacia.

Questa la conclusione a cui è giunto il Tribunale di Castrovillari con la sentenza n. 404 del 8 maggio 2018, che, nell’affrontare il tema della connessione tra la nullità del contratto di mutuo e quella del contratto di conto corrente, ha ritenuto insussistenti, nel caso di specie, gli elementi costitutivi del collegamento negoziale – individuati dalla Suprema Corte in casi analoghi –  ritenendo, di conseguenza, non provato il nesso teleologico tra i due contratti.

Nel caso specifico, la Banca aveva richiesto ed ottenuto un decreto ingiuntivo per il pagamento di un debito derivante da due contratti di mutuo chirografario, decreto che veniva opposto dalla società debitrice e dai fideiussori, i quali asserivano la nullità dei predetti finanziamenti in quanto stipulati al solo fine di ripianare l’esposizione debitoria risultante sul conto corrente intrattenuto con la stessa Banca e il cui contratto era stato dichiarato nullo dal medesimo Tribunale.

Il Giudice, escludendo qualsiasi collegamento tra il contratto di conto corrente ed i successivi contratti di mutuo, ha ritenuto non fondate le eccezioni degli opponenti.

In particolare, il Tribunale, precisando che “l’accreditamento della somma mutuata su conto corrente intestato al mutuatario non snatura il contratto di mutuo (Cass. n. 2483/2001)”, ha rilevato che la connessione tra i due negozi giuridici potesse escludersi per il solo fatto che la somma mutuata era superiore rispetto al saldo debitore del conto corrente, sul quale, per altro, era stato addebitato un importo per l’estinzione di un terzo contratto di mutuo a cui le parti non avevano fatto alcun riferimento.

Secondo il Giudicante, l’intento di ristrutturare le passività, manifestato dalla società opponente, riguardava una situazione debitoria che andava oltre il saldo di conto corrente per coinvolgere altri rapporti bancari, per altro, non contestati.

Sulla base di tali assunti, il Tribunale di Castrovillari ha rilevato  “la mancata ricorrenza, nel caso di specie, degli elementi costitutivi del collegamento negoziale, consistenti, secondo la ricostruzione operata dalla Suprema Corte, sia nel “requisito oggettivo, costituito dal nesso teleologico tra i negozi, volti alla regolamentazione degli interessi reciproci delle parti nell’ambito di una finalità pratica consistente in un assetto economico globale ed unitario, sia un requisito soggettivo, costituito dal comune intento pratico delle parti di volere non solo l’effetto tipico dei singoli negozi in concreto posti in essere, ma anche il coordinamento tra di essi per la realizzazione di un fine ulteriore, che ne trascende gli effetti tipici e che assume una propria autonomia anche dal punto di vista causale” (Cass. n. 11974/2010), con la precisazione che non è sufficiente che “quel fine sia perseguito da una delle parti all’insaputa e senza la partecipazione dell’altra” (Cass. n. 13580/2004).”

Da ciò, dunque, il rigetto dell’opposizione proposta, stante la mancata prova del collegamento negoziale tra il contratto di conto corrente dichiarato nullo ed i successivi contratti di mutuo chirografario.

Tribunale di Castrovillari, 8 maggio 2018, n. 404

Maria Francesca Mazzeo – m.mazzeo@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche

Il Tribunale di Milano torna ad occuparsi delle rituali contestazioni nell'ambito del contenzioso b...

Contratti Bancari

Con la sentenza n. 2167 del 17 maggio 2018, il Giudice Giorgio Marino del Tribunale di Catania ha pr...

Contratti Bancari

E’ di pochi settimane fa la sentenza pronunciata ex art. 281 sexies c.p.c., n. 20774, dal Tribunal...

Contratti Bancari