Notifiche a mezzo pec: si stava meglio quando si stava in coda (all’UNEP)?

La domanda, seppur provocatoria, trae il proprio fondamento da una recente pronuncia del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (15.06.2017), il quale era chiamato a decidere su una semplice questione di diritto: il deposito di un atto citazione in opposizione a decreto ingiuntivo è valido se non (erroneamente) notificato alla controparte?

La vicenda, nei fatti, può così riassumersi: Tizio notificava un decreto ingiuntivo a Caio e quest’ultimo decideva di proporre opposizione allo stesso. La difesa di Tizio però si vedeva notificare, a mezzo pec, la sola relata di notifica corredata da procura alle liti, mancando tra gli allegati della missiva l’atto di citazione. La convenuta, quindi, non poteva che eccepire l’inesistenza della notifica dell’atto di opposizione e chiedeva dichiararsi inammissibile l’opposizione, con declaratoria di passaggio in giudicato del decreto ingiuntivo (mai) opposto.

Il giudicante, alla luce di ciò, non poteva che pronunciare l’inammissibilità della causa di opposizione, stabilendo come “il deposito di un atto di opposizione a decreto ingiuntivo non notificato alla controparte sia inidoneo a introdurre un giudizio oppositorio a decreto ingiuntivo” ed infatti nel caso di “inesistenza della notificazione, la costituzione della parte, nei cui confronti è stata omessa la notificazione, non vale a sanare il vizio genetico relativo all’instaurazione del rapporto processuale, mentre, nel diverso caso di nullità della notificazione del ricorso, deve ritenersi che possa operare la sanatoria di cui all’art. 164, c. 3 c.p.c.”.

La questione, così descritta, pare piuttosto semplice, ma apre la strada e merita un’analisi a ciò che la tecnologia ha portato al mestiere dell’avvocato.

Se è vero, infatti, che tanto il processo telematico quanto la possibilità di notificare la quasi totalità degli atti in proprio o a mezzo pec ha reso ben più semplici e snelle le procedure per gli avvocati, dall’altra parte è venuta a mancare quell’accortezza e quel controllo super partes che poteva (e può tuttora) avvenire quando le incombenze venivano vagliate da professionisti (quali cancellieri ed ufficiali giudiziari); è innegabile, infatti, che non sarebbe stato pensabile, tramite Unep, notificare la sola relata senza l’atto che doveva accompagnare.

Concludendo, la sentenza oggi analizzata insegna ancora una volta, se ancora ce ne fosse stato bisogno, quanto i profili di responsabilità professionale siano cresciuti in maniera esponenziale con l’avvento delle nuove tecnologie: che non si torni tutti in coda alle cancellerie?

Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, sentenza del 15 giugno 2017 (leggi la sentenza)

Mattia Cantarelli – m.cantarelli@lascalaw.com

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