Notifica: se a sbagliare è l’agente postale

In materia di notificazioni degli atti processuali in caso di assenza del destinatario, ai fini della validità della notifica, ciò che è determinante è l’indicazione del soggetto che ha concretamente “ricevuto” tale comunicazione, come risultante dall’avviso di ricevimento della stessa, a prescindere da colui al quale l’atto è stato formalmente “indirizzato”.

Questo è il principio di diritto espresso dall’ordinanza in commento, con la quale la Suprema Corte di Cassazione si è pronunciata nuovamente in materia di notificazioni con deposito dell’atto presso la casa comunale.

La quaestio iuris trae origine da una pronuncia della Corte d’Appello di Milano che, riformando la sentenza di primo grado, dichiarava la nullità della notifica dell’atto di citazione con cui veniva chiamato in giudizio un istituto bancario. In particolare, nel caso in esame l’avviso di ricevimento della raccomandata recante la comunicazione del deposito del plico presso la casa comunale per assenza del destinatario risultava indirizzata ad un soggetto giuridico diverso, rispetto alla Banca effettivamente convenuta.

Avverso la sentenza della Corte d’Appello il soccombente ricorreva in Cassazione, sostenendo l’inammissibilità della eccezione di nullità della notifica formulata dall’appellante per la violazione dell’art. 2700 c.c. in relazione all’art. 149 c.p.c.

In particolare, il ricorrente precisava che la notificazione non era stata eseguita a mezzo di ufficiale giudiziario, bensì dallo stesso avvocato di parte, e che, pertanto, la banca avrebbe dovuto proporre querela di falso avverso gli atti dell’agente postale.

La Suprema Corte, con l’ordinanza in commento, ha però ritenuto infondata tale censura, sostenendo che l’eventuale falsità di atti relativi al mero “invio” dell’avviso di ricevimento è irrilevante ai fini della validità della notifica stessa “ove risulti che, dall’avviso di ricevimento della raccomandata informativa, comunque l’atto è stato ricevuto da persona diversa dal notificando”.

Pertanto, in applicazione del predetto principio, appurato che l’avviso di ricevimento era stato ricevuto da soggetto giuridico diverso rispetto a quello cui la notifica andava eseguita, la Corte rigettava il ricorso.

Cass., Sez. I Civ., 10 aprile 2018, ordinanza n. 8763

Ludovica Di Lieto – l.dilieto@lascalaw.com

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