No all’accantonamento delle somme se il titolo è sospeso

Ad esprimersi sull’applicazione dell’art. 510 c.p.c. è il Tribunale di Rovigo con l’ordinanza del 13 giugno 2018.

Nel caso di specie, il creditore, inizialmente munito di titolo esecutivo, aveva richiesto, ai sensi dell’art. 510 c.p.c., l’accantonamento delle somme, poiché, nelle more dell’esecuzione, era stata dichiarata dalla Corte d’Appello la sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza, limitatamente alla metà dell’importo liquidato.

In sede di riparto si opponeva, quindi, il debitore, sostenendo che la situazione giuridica dedotta non poteva essere racchiusa nelle ipotesi di cui all’art. 510 c.p.c., poiché lo stesso dispone che l’accantonamento riguarda (esclusivamente) le “somme che spetterebbero ai creditori intervenuti privi di titolo esecutivo i cui crediti non siano stati in tutto o in parte riconosciuti dal debitore”.

Il fondamento di tale affermazione va ricercato nel carattere speciale della norma che non ne consentirebbe l’estensione in via analogica.

Tuttavia, sul tema, la dottrina appare divisa tra coloro che sostengono l’estensione dell’applicazione dell’art. 510 c.p.c. anche ai creditori il cui titolo è stato sospeso e coloro che negano tale possibilità sia sulla base dell’eccezionalità della norma (poiché derogherebbe il principio generale secondo il quale possono soddisfarsi sul ricavato solo i creditori minuti di titolo esecutivo), sia sulla base della diversità sostanziale tra il creditore che non ha ancora accertato in giudizio il proprio diritto e il creditore a cui è stato negato, seppur parzialmente, il diritto stesso.

La tesi abbracciata dal Tribunale di Rovigo è evidentemente la seconda, tanto che, giunti in fase distributiva, lo stesso ha sospeso l’esecuzione ex art. 623 c.p.c., ovvero la distribuzione, limitatamente alle somme oggetto di accertamento avanti la Corte di Appello, dato che il giudice, senza potere di sindacato, deve sospendere l’esecuzione ogni qualvolta lo stesso o altro giudice debba risolvere una controversia dalla cui definizione dipende la decisione della causa (art. 295 c.p.c.).

Si può concludere, dunque, che la sospensione della distribuzione e non l’accantonamento delle somme sia la strada da intraprendere in caso di sospensione del titolo? Prima o poi alla Cassazione l’ardua sentenza.

Tribunale di Rovigo, ordinanza del 13 giugno 2018

Sara Raimondi – s.raimondi@lascalaw.com

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