Nessuno osi ostacolare il principio di unitarietà di approvazione dello stato passivo

La Corte di Cassazione con ordinanza n. 7556 del 27.03.2018, richiamando il proprio orientamento ormai consolidato, ha stabilito che “il decreto di esecutività dello stato passivo è l’esclusivo e tipico provvedimento di contenuto precettivo che attribuisce forza autoritativa alle decisioni assunte nelle fasi che lo hanno preceduto e preparato, mentre i precedenti provvedimenti sono elementi interni alla fattispecie progressiva in cui si scandisce la procedura di accertamento del passivo, destinata a chiudersi e ad acquistare giuridica rilevanza solo con il suddetto decreto di esecutività, ed insuscettibili perciò sia di autonoma efficacia lesiva, sia di anticipata impugnativa; ciò in virtù del principio della necessaria unitarietà di approvazione dello stato passivo, che trova fondamento nell’esigenza di potenziale contraddittorio incrociato di tutti i creditori, legittimati ad interloquire su tutte le domande proposte”( Cass. Civ. Sez. 1 n. 13886/2017).

Nel caso di specie, la Corte di Cassazione è stata chiamata a pronunciarsi avverso il decreto del Tribunale di Treviso che, pur non negando il principio di unitarietà di approvazione dello stato passivo, attribuiva autonoma rilevanza al provvedimento interinale con cui il Giudice Delegato, prima dello spirare del termine per l’esame delle domande di insinuazione tempestivamente presentate e nonostante il rinvio fatto per completare il loro esame, aveva dichiarato esecutivo lo stato passivo fino ad allora formato. Ciò ritenendo che lo stesso fosse idoneo, in mancanza di alcuna impugnazione, a far decorrere il termine per la presentazione delle domande di insinuazione tardiva.

La Suprema Corte, ritenendo errata una simile statuizione, sulla base di quanto sopra detto, ha ritenuto che la plurima approvazione dello stato passivo rimane irrilevante, dovendosi avere esclusivo riguardo, ai fini del computo del termine ultimo di presentazione delle domande tardive di insinuazione al passivo, ai sensi dell’art. 101, comma 21, l.f., unicamente al provvedimento con cui il Giudice Delegato, all’esito dell’esame di tutte le domande di insinuazione tempestive, abbia formato lo stato passivo in maniera completa e lo abbia reso esecutivo.

Cass., Sez. I Civ., 27 marzo 2018, n.7556

Ilaria Termine – i.termine@lascalaw.com

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