Nessun risarcimento per perdita di chance se manca prova del pregiudizio

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9571 del 13 aprile 2017, si è espressa sul tema del risarcimento del danno da perdita di chance, affermando l’esigenza della prova dell’esistenza di elementi oggettivi dai quali desumere, in termini di certezza o di elevata probabilità, l’esistenza di un pregiudizio.

Nel caso riguardante la controversia insorta tra una Cooperativa Sociale e una società di trasporti, la prima delle due chiedeva la condanna alla restituzione delle spese di spedizione ed al risarcimento del danno da perdita di una “chance”, conseguente alla ritardata consegna, da parte della convenuta, di alcuni plichi che le avrebbero consentito, se tempestivamente recapitati, la partecipazione a due gare indette da alcuni Comuni.

Riprendendo le massime già espresse nel recente passato (Cass. 30/09/2016, n. 19604; Cass. 10/12/2012, n. 22376) la Suprema Corte ha affermato che “il danno patrimoniale da perdita di una “chance” costituisce un danno patrimoniale risarcibile, quale danno emergente, qualora sussista un pregiudizio certo (anche se non nel suo ammontare) consistente nella perdita di una possibilità attuale ed esige la prova, anche presuntiva, purché fondata su circostanze specifiche e concrete, dell’esistenza di elementi oggettivi dai quali desumere, in termini di certezza o di elevata probabilità, la sua attuale esistenza” e che “il risarcimento in parola può essere, in altri termini, riconosciuto solo quando la “chance” perduta aveva la certezza o l’elevata probabilità di avveramento, da desumersi in base ad elementi certi ed obiettivi”.

Nel caso di specie la Corte ha, tuttavia, osservato che “la ritardata consegna dei plichi, del tutto pacifica tra le parti ed accertata dall’impugnata sentenza, non ha determinato di per sé – in assenza di un qualsiasi elemento di prova in ordine al loro contenuto, ossia della dimostrazione che gli stessi contenevano effettivamente i documenti indicati nei bandi di gara – la perdita certa per la ricorrente di partecipare con probabilità di successo alla gara”.

Mancando quindi prova del pregiudizio la Suprema Corte ha escluso la risarcibilità di tale danno.

Cass. Sez. I, 13 aprile 2017, n. 9571 (leggi la sentenza)

Emanuele Varenna e.varenna@lascalaw.com

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