Nessun obbligo di mantenimento per il genitore di un figlio ultra-maggiorenne

Con il superamento di una certa età, il figlio maggiorenne, anche se economicamente non ancora indipendente, raggiunge comunque una sua dimensione di vita autonoma, che esclude un automatico diritto al mantenimento. Qualora ne sussistano i presupposti, quindi, questi potrà eventualmente far valere nei confronti dei genitori il diverso diritto agli alimenti di cui all’art. 433 c.c., ma non l’automatica protrazione, per il solo fatto stesso del vincolo di filiazione, dell’obbligo di essere mantenuto.

Questo, in estrema sintesi, quanto ribadito dal Tribunale di Modena nella sentenza del 1 febbraio scorso.

Richiamandosi a quanto esplicitato in diversi precedenti, il Tribunale ha confermato che, poiché l’obbligo dei genitori si giustifica nei limiti del “perseguimento di un progetto educativo e di un percorso di formazione”, il figlio maggiorenne, in forza dei doveri di auto-responsabilità che su di lui incombono, non può pretendere la protrazione dell’obbligo al mantenimento oltre ragionevoli limiti di tempo e di misura”; diversamente, un obbligo di mantenimento troppo estensivamente inteso, darebbe ingiustamente adito ad un (inqualificabile) “parassitismo di ex giovani ai danni dei loro genitori sempre più anziani“.

Secondo il Tribunale quindi, presuntivamente dai 34 anni in poi, il figlio potrà semmai avanzare “le pretese riconosciute all’adulto (v. regione degli alimenti)”, ma non più il diritto al mantenimento.

Così disponendo, il Tribunale ha accolto il ricorso presentato da una madre (anziana) verso il figlio (ultrasessantenne!) al rilascio dell’immobile di proprietà della prima; immobile in cui il figlio risiedeva ormai da anni sul presupposto si trattasse di “prolungato mantenimento”, non avendo egli mai raggiunto uno stato di indipendenza economica propria. Al contrario, escludendone tale natura, il Tribunale ha ritenuto che la natura del rapporto intercorrente tra le parti fosse qualificabile alla stregua di un “negozio familiare atipico”, conclusosi anni prima per meri fatti concludenti e risoltosi ora per definitivo venir meno della volontà della madre.

Tribunale di Modena, 1 febbraio 2018, n. 165 

Benedetta Minotti – b.minotti@lascalaw.com

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