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Mutui, polizze e salute il fisco che sa tutto di noi

Da oggi trenta milioni di contribuenti lavoratori dipendenti, autonomi e pensionati – troveranno online, sul sito dell’Agenzia delle entrate il 730 precompilato. Per ora solo da consultare. Poi dal 2 maggio e sino al 23 luglio da accettare così com’è o modificare e poi inviare. Quasi un terzo degli interessati – per la precisione 9,3 milioni di italiani può accedere ai dati in autonomia, perché già in possesso delle chiavi digitali: il pin dell’Agenzia e dell’Inps oppure lo Spid. Gli altri hanno due opzioni: dotarsi dei codici o rivolgersi a commercialisti e Caf. Quattro le novità di quest’anno.
L’Agenzia ha acquisito, tra i dati precompilati, anche quelli relativi agli asili nido e alle donazioni a onlus, università, ricerca, sport. Arrivando così a un totale di 925 milioni di elementi, il 3,5% in più dell’anno scorso. Inoltre il contribuente da quest’anno non solo può dare un’occhiata a come sono state spese le tasse da lui versate nel 2017. Ma riceverà, se desidera integrare o correggere la dichiarazione, un aiuto passo dopo passo. Grazie alla “compilazione assistita”, sarà supportato nelle modifiche al quadro E, quello più rognoso degli oneri detraibili e deducibili, anche in relazione alle spese sostenute per i familiari a carico.
«Nella speranza di farti cosa gradita», ecco «come lo Stato ha destinato le imposte della tua dichiarazione 2017». Inizia così la letterina con cui l’Agenzia delle entrate presenta al contribuente la ripartizione delle sue tasse. A fronte di 15 mila euro versati nel 2017, ad esempio, il 21% è andato a previdenza e assistenza, poco più di 3.100 euro. Un importo poco più basso alla sanità.
Mentre, e purtroppo non stupisce, 1.600 euro (l’11%) sono serviti sia per ripagare gli interessi sul debito pubblico che per finanziare l’istruzione.
Curioso anche il contributo al bilancio europeo (circa 400 euro), quasi identico a quello per proteggere l’ambiente.
Chiudono la classifica cultura e sport (appena 352 euro, dunque il 2%) e territorio (269 euro, l’1,8% appena). Assai distanti dall’incasso delle pubbliche amministrazioni e per la difesa, circa 1.300 euro a testa, in due quasi il 18% delle tasse totali di questo contribuente. Colpisce infine l’importo che va a economia e lavoro: 976 euro, uno stretto 6,5%. Le percentuali di destinazione delle tasse non sono calcolate a caso. Ma riflettono la ripartizione effettiva delle varie voci nel bilancio dello Stato. Un elemento in più di consapevolezza del contribuente.
Va anche detto che siamo ancora lontani da una dichiarazione dei redditi totalmente precompilata. «Ci arriveremo entro cinque anni», assicura Ernesto Ruffini, direttore dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. «E a quel punto tu da controllato diventi controllore del fisco. Ti fornisco un servizio e hai il diritto di vedere se ho lavorato bene». Per ora le voci già caricate sono diverse, dagli interessi sui mutui alle spese sanitarie, universitarie, funebri. Dai bonifici per le ristrutturazioni alla previdenza complementare e ai premi assicurativi. Non tutti i dati sono precisi e questo spesso dipende da chi li ha inviati al fisco. Capita con le spese sanitarie, ad esempio. Il contribuente ha però la possibilità di correggerli. E se non lo sa fare da solo si affida a esperti. Anche perché le novità del 730, si sa, sono sempre tante.
Quest’anno ad esempio c’è lo sconto per i cibi dei celiaci, i nuovi sisma bonus ed ecobonus, la cedolare secca estesa anche agli affitti brevi, le soglie più generose per il welfare aziendale.
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