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Moscovici: multe ai paradisi fiscali Ue

Nell’Unione europea si inizia a considerare l’introduzione di sanzioni e di esclusione dai circuiti bancari per i paradisi fiscali inclusi nella «Lista nera» comunitaria, che è stata istituita nel dicembre scorso. Lo ha annunciato il commissario Ue per gli Affari economici e la Fiscalità, il francese Pierre Moscovici, che con la sua istituzione Ue ha il compito di presentare le proposte tecniche da approvare al livello decisionale governativo dei 28 ministri finanziari dell’Ecofin. In questo modo a Bruxelles intenderebbero ridare credibilità alla «Lista nera», colpita da molte critiche dopo aver incluso meno Paesi delle aspettative ed essere stata quasi dimezzata (da 17 a 9) poco dopo l’istituzione: aumentando a ben 55 i paradisi fiscali della «Lista grigia», dove si accede semplicemente promettendo di mettersi in regola con gli standard internazionali di trasparenza anti-evasione delle tasse.

«Chiedo l’introduzione di sanzioni contro i Paesi della Lista nera», ha dichiarato Moscovici aggiungendo la proposta nelle prossime settimane che «i fondi del bilancio dell’Ue o delle banche pubbliche europee non transitino più per i circuiti finanziari dei Paesi considerati paradisi fiscali». Inoltre il commissario Ue ha sollecitato l’Ecofin di eliminare la segretezza sugli impegni promessi dalle piazze offshore per essere inserite nella «Lista grigia».

Bahrein, Guam, Isole Marshall, Namibia, Palau, Somoa, Samoa americane, Santa Lucia e Trinidad e Tobago sono i nove paradisi fiscali indicati nella «Lista nera» dell’Ue. Perfino Panama, nonostante lo scandalo internazionale Panama Papers, è stato trasferito nel gruppone grigio insieme a Barbados, Emirati Arabi Uniti, Tunisia, Granada, Corea del Sud, Mongolia, Macao. Fuori dai due elenchi sono rimasti vari paradisi fiscali caraibici, che hanno ottenuto una dilazione temporanea della valutazione Ue a causa delle conseguenze di recenti uragani. I problemi d’immagine legati all’inserimento nella Lista nera sembravano, però, l’unica conseguenza immediata, non gradita e non dannosa più di tanto. I rischi di sanzioni efficaci e di esclusione da circuiti bancari pubblici (come quelli della Bei di Lussemburgo o della Berd di Londra) potrebbero diventare un deterrente più incisivo, se i ministri dell’Ecofin li approvassero rapidamente: iniziando a trasformare in provvedimenti efficaci le continue promesse di lotta alla grande evasione delle tasse, al riciclaggio di denaro sporco e al finanziamento del terrorismo, che utilizzano quasi sempre le normative offshore.

Ivo Caizzi

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