Metanodotto dell’Adriatico: il Consiglio di Stato autorizza la costruzione del TAP

Con la sentenza in commento, il Consiglio di Stato ha definitivamente dato il via libera alla realizzazione della tanto vituperata opera, respingendo le doglianze avanzate in sede di appello dal Comune di Melendugno e dalla Regione Puglia, e chiudendo definitivamente – per lo meno dal punto di vista prettamente giuridico – la ormai più che nota vicenda relativa al cd. metanodotto transnazionale Trans Adriatic Pipeline, il quale partirà dalla Grecia per poi giungere sulle coste adriatiche salentine, all’altezza di contrada San Basilio, località San Foca in provincia di Lecce.

Prima del Consiglio di Stato, già il TAR Lazio aveva avuto modo di valutare le contestazioni sollevate dagli enti territoriali controinteressati alla costruzione del gasdotto, rigettandone però il ricorso e, pertanto, confermando l’esecutività del provvedimento di autorizzazione all’inizio dei lavori.

Una delle questioni più interessanti sottoposte all’attenzione dei Giudici di Palazzo Spada è quella relativa alla regolarità – negata dal Comune di Melendugno e dalla Regione Puglia – della Valutazione di impatto ambientale rilasciata dalla Commissione ministeriale preposta, la quale, al culmine delle proprie verifiche, giungeva a rilasciare parere positivo circa la realizzazione dell’opera, poiché riscontrava la sussistenza di tutti i presupposti necessari per poter dichiarare soddisfatte le condizioni di salvaguardia dell’ambiente circostante.

In sostanza, il fulcro della questione verteva su quanto il Giudice adito potesse entrare nel merito del provvedimento di autorizzazione rilasciato dal Ministero dell’Ambiente ed, eventualmente, censurarlo.

Ebbene, il Consiglio di Stato, evidenziando che il giudizio di compatibilità ambientale svolto dalla Commissione di valutazione impatto ambientale è caratterizzato da intensi profili di discrezionalità amministrativa, il cui apprezzamento “è sindacabile dal giudice amministrativo … soltanto in ipotesi di manifesta illogicità o travisamento dei fatti”, escludendo che potessero ravvisarsi tali vizi, ha confermato la regolarità del provvedimento oggetto di contestazione, così sbloccando la costruzione del metanodotto.

Consiglio di Stato, Sez. IV, 27 marzo 2017 n° 1392 (leggi la sentenza)

Biagio Torsello – b.torsello@lascalaw.com

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