Il metanodotto che attraversa il fondo: non è servitù coattiva

Lo ha sancito la Corte di Cassazione con sentenza n. 11563 del 06.06.2016, dichiarando inammissibile la costituzione coattiva di una servitù di passaggio di tubi per la fornitura di gas metano, ed escludendo così un’applicazione estensiva dell’art. 1033 cod. civ., che prevede a carico del proprietario del fondo una servitù coattiva di acquedotto, ovvero un obbligo di consentire il passaggio delle acque di ogni specie necessarie ai bisogni della vita o ad uso agrario ed industriale.

Ciò in quanto “l’esigenza del passaggio di tubi conduttori del gas non può essere ricondotta sotto la stessa fattispecie normativa che regola la imposizione della servitù di acquedotto, in conseguenza della non assimilabilità delle due situazioni per i caratteri peculiari di struttura e funzione di ciascuna di esse, ed in particolare della pericolosità insita nell’attraversamento sotto terra delle forniture del gas, non ricorrente nella servitù di acquedotto”.

Secondo la Suprema Corte il medesimo obbligo normativo non è, dunque, individuabile in capo al proprietario che veda attraversato il proprio fondo da condutture di gas metano, in quanto “le servitù prediali coattive formano un “numerus clausus“, sono cioè tipiche avendo ciascuna il contenuto predeterminato dalla legge, sicchè non sono ammissibili altri tipi al di fuori di quelli espressamente previsti da una specifica norma per il soddisfacimento di necessità ritenute meritevoli di tutela”.

Né ad oggi esiste una norma ad hoc riguardante la costituzione coattiva della servitù di metanodotto, atteso che “una scelta di tale genere non si presenta come costituzionalmente vincolata, a causa dell’esistenza di fonti di energia alternative, di modalità tecniche di approvvigionamento del gas metano diverso dal trasporto attraverso condutture e, infine, della possibilità di giungere al medesimo risultato mediante atti di esercizio dell’autonomia privata”.

Nonostante la giurisprudenza della Corte abbia sopperito a tale vuoto legislativo, la cronaca degli ultimi giorni rende sempre più evidente la necessità di un intervento del legislatore in merito, alla luce dei recenti fatti inerenti la costruzione del metanodotto di interconnessione Albania-Italia “Trans Adriatic Pipeline” (Tap). In tale vicenda, infatti, i mancati accordi con la compagnia costruttrice dello stesso hanno condotto ad espropri e costituzione di servitù coattive su espressa indicazione del Ministero dello Sviluppo Economico, che ha dichiarato la pubblica utilità, indifferibilità e urgenza dell’infrastruttura, anche ai fini degli espropri (Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 20/05/2015).

Cass. 06.06.2016, n. 11563 

Elisa Varisco – e.varisco@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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