Mediazione: le novità del “Decreto Legge Fare”

E’ stato approvato dal Consiglio dei Ministri il “Decreto Legge Fare”    che – tra gli altri provvedimenti – ha ripristinato la mediazione come condizione di procedibilità per una serie di controversie (le stesse di cui al D. 28/2010, con l’unica eccezione del risarcimento danni da RCA), con alcune sostanziali modifiche rispetto a quanto previsto nel d. 28/2010.

Innanzitutto di obbligatorio vi è solo il primo incontro, c.d. “di programmazione” (per il quale i costi sono drasticamente ridotti), che ha lo scopo di permettere alle parti, con l’aiuto del mediatore, di verificare la mediabilità della loro controversia. Quindi non una reintroduzione tout cour dell’obbligatorietà della mediazione, bensì la previsione di un obbligo di verifica, preliminare, di mediabilità della controversia, ad un costo risibile (da un minimo di 60 euro per parte a un massimo di 200 euro).

Anche la mediazione demandata dal giudice – art. 5, comma 2 – ha subito una modifica sostanziale: da semplice invito (come previsto nel d. 28/2010) al quale le parti erano libere di aderire, essa diviene ora, a discrezione del giudice, vera e propria condizione per  poter procedere nel giudizio già incardinato. Inoltre il giudice indica l’organismo al quale proporre l’istanza.

Gli avvocati diventano mediatori di diritto, ma – auspicabilmente – gli Organismi chiederanno una formazione specifica per poterli iscrivere alle proprie liste; ciò a salvaguardia della qualità di un servizio che, unanimemente, viene considerata la chiave del successo di questo istituto.

Si auspica quindi che nella legge di conversione siano apportate alcune indispensabili “correttivi”: uno tra tutti la possibilità che la sottoscrizione da parte dei legali dell’accordo – così come prevista per dare forza di titolo esecutivo all’accordo stesso -, eviti la necessità di omologa da parte del Tribunale (passaggio meramente burocratico e inutilmente costoso per le parti).

Questo potrebbe essere il primo incentivo per rassicurare l’avvocatura e promuovere una mediazione che, in un futuro ideale, potrà finalmente essere solo facoltativa.

 (Paola Ventura – p.ventura@lascalaw.com)

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