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May conferma la proposta di una «soft Brexit»

Business as usual: Theresa May ha fatto di tutto ieri per inviare un segnale che il suo Governo mantiene la rotta nonostante le dimissioni di due ministri-chiave, di tre sottosegretari e di due vicepresidenti del partito.
La premier britannica ha confermato che il White Paper che delinea la strategia su Brexit verrà presentata giovedì come previsto senza ritardi e senza revisioni.
La May intende quindi ignorare le minacce degli euroscettici, che le avevano chiesto di modificare la strategia su Brexit facendo meno concessioni a Bruxelles o di aspettarsi una raffica di dimissioni. «Incontro molto produttivo dell’Esecutivo», ha dichiarato la premier in un tweet dopo la prima riunione del nuovo Governo ieri mattina. Il ministro degli Esteri Boris Johnson è stato sostituito dal ministro della Sanità Jeremy Hunt, che aveva votato a favore di restare nell’Unione Europea, così come la May, il cancelliere dello Scacchiere Philip Hammond e il ministro dell’Interno Sajid Javid. Per mantenere l’equilibrio nel Governo la May ha invece scelto Dominic Raab, un euroscettico convinto, per sostituire David Davis come responsabile dell’uscita dalla Ue.
La scelta della May di sfidare l’ira del fronte pro-Brexit ha avuto il significativo sostegno di Michael Gove, ministro dell’Ambiente e uno dei leader assieme a Johnson del fronte pro-uscita durante la campagna referendaria del 2016. Gove ha dichiarato che non intende dimettersi e non condivide l’opinione di Johnson che «il sogno di Brexit sta morendo, soffocato da immotivate insicurezze».
Dopo gli eventi drammatici di lunedì con due ministri dimissionari in poche ore, la May ieri ha chiesto il sostegno di tutti i deputati, avvertendoli che le divisioni interne al partito potrebbero spianare la strada a Jeremy Corbyn, il leader dell’opposizione laburista.
Per ora la prospettiva di elezioni anticipate sembra remota, così come si è allontanato il rischio di un voto di fiducia per tentare di deporre la premier. Gli euroscettici continuano a respingere la strategia May. Nessuno però ha proposto un’alternativa e i ribelli non hanno i numeri per imporre un nuovo leader del partito. Molto dipende ora dalla reazione di Bruxelles alla proposta di soft Brexit della May. Ieri il negoziatore capo Ue Michel Barnier è sembrato possibilista, dichiarandosi pronto a una «conversazione costruttiva» con Londra. Abbiamo raggiunto un accordo sull’80% delle questioni, ha detto Barnier, e potremo raggiungerlo anche sul restante 20%, soprattutto dato che la soluzione proposta dalla May risolve il problema del confine interno irlandese.

Nicol Degli Innocenti

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