Il mancato preavviso della segnalazione alla CR è davvero sempre illegittimo?

Il mancato preavviso da parte della banca non costituisce sempre causa di illegittimità della segnalazione a sofferenza alla Centrale dei Rischi della Banca d’Italia.

Questa è la conclusione cui è pervenuto il Tribunale di Roma, in composizione collegiale, con l’ordinanza del 24 luglio 2018, resa all’esito di un procedimento cautelare e che ha rigettato la richiesta della società reclamante di emettere in via d’urgenza un ordine di cancellazione dell’iscrizione a sofferenza del proprio nominativo presso la Centrale Rischi, in quanto effettuata senza la comunicazione preventiva.

Nel caso specifico l’istituto di credito aveva provveduto, come previsto dalla legge, a segnalare a sofferenza la posizione della società reclamante poiché, non essendo state onorate le proposte di rientro, quest’ultima si trovava in una situazione che configurava come altamente probabile un serio pericolo di insolvenza, con un’esposizione debitoria nei confronti della banca ed una disponibilità di risorse liquide insufficienti a coprire il debito. Ciò avveniva all’esito di una valutazione negativa della situazione patrimoniale complessiva della società, apprezzata come deficitaria ovvero di grave difficoltà economica, confermata dall’inadempimento grave e protratto nel tempo, nonché ingiustificato, che lasciava dunque presagire una seria difficoltà nella riscossione del credito.

Sul punto, la società reclamante affermava la presunta illegittimità di tale segnalazione in quanto effettuata, trattandosi della prima segnalazione, in violazione dell’obbligo di preavviso al debitore. La ratio di tale comunicazione preventiva consiste nel fare in modo che il cliente venga messo nelle condizioni di esercitare il proprio diritto di difesa in relazione alla ritenuta situazione oggettiva di difficoltà economica. La mancanza del preavviso, secondo la tesi della ricorrente, comporterebbe dunque una violazione dei principi di buona fede e correttezza nel funzionamento del rapporto bancario.

Tale assunto è smentito dal punto 1.5 della Circolare della Banca d’Italia n. 139 dell’11 febbraio 1991, Capitolo II, Sezione II – 17° aggiornamento (giugno 2018), contenente le istruzioni per gli intermediari creditizi sulla C.R., a tenore della quale “gli intermediari devono informare per iscritto il cliente e gli eventuali coobbligati (garanti, soci illimitatamente responsabili) la prima volta che lo segnalano a sofferenza”. Emerge quindi la mancanza di una previsione esplicita concernente il carattere preventivo di detta comunicazione e la fissazione di un termine per la stessa.

Da ciò ne consegue che la mancata comunicazione non è sempre causa di illegittimità della segnalazione alla Centrale Rischi. Invero, si deve valutare caso per caso ed ex post, se un eventuale preavviso avrebbe consentito all’interessato di fornire alla banca elementi concreti tali verosimilmente da impedire, se tempestivamente conosciuti dall’intermediario, la segnalazione.

All’esito del giudizio il Tribunale di Roma, non ravvisando alcun indice dal quale poter desumere che, in ipotesi di preventiva comunicazione del preavviso di segnalazione a sofferenza, la società sarebbe stata in grado di offrire elementi oggettivi tali da far ritenere in concreto violato il diritto di difesa ed idonei a precludere la segnalazione, ha rigettato il reclamo con integrale conferma dell’ordinanza reclamata.

Tribunale di Roma, ordinanza del 24 luglio 2018

David Dal Santo – d.dalsanto@lascalaw.com

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