Manca l’estratto conto ex art. 50 TUB? Il credito può risultare provato comunque

La parte opponente ha dedotto l’insussistenza della pretesa creditoria, posto che l’estratto conto certificato ex art. 50 del d.lgs. n. 385/93 TUB, non costituisce, in caso di contestazione, di per sé prova dell’entità del credito della banca, ed in ogni caso non rappresenta una prova piena del credito vantato dalla parte opposta nel giudizio di cognizione. Vi è da dire che il richiamato art. 50 del testo unico bancario non risulta applicabile alla fattispecie, rivestendo la società opposta la veste non di istituto bancario, ma di intermediario finanziario autorizzato dalla Banca d’Italia. In ogni caso, le deduzioni dell’opponente sono rimaste allo stato di mera allegazione, in difetto di specifica contestazione del diritto e della misura del credito azionato in sede monitoria e considerato, altresì, il mancato assolvimento dell’onere della prova di fatti estintivi, modificativi del credito“.

Queste le motivazioni che sorreggono la recente sentenza emessa dal Tribunale di Lamezia Terme a definizione di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo promosso nei confronti di una società finanziaria Cliente dello Studio.

In particolare, secondo controparte l’asserito credito azionato con decreto ingiuntivo non era provato, poiché l’estratto conto prodotto, che a dire della controparte sarebbe stato addirittura certificato ai sensi dell’art. 50 TUB, non costituisce prova del credito nel giudizio di opposizione.

Rilevato, tuttavia, che nel caso di specie la società finanziaria “aveva provato la fonte del suo diritto di credito attraverso la produzione delle disposizioni del contratto di finanziamento e dalla relativa certificazione contabile dare/avere e dei tassi convenzionali applicati (cfr. atto di scissione, procura generale, contratto di finanziamento, scheda di conto del rapporto, partitario e piano finanziario, lettera di diffida e messa in mora, allegati al fascicolo monitorio)“, il Giudice respingeva le domande dell’opponente e confermava il decreto ingiuntivo opposto.

Il tutto, però, non prima di aver precisato che in base ai principi generali in tema di onere della prova ex art. 2697 c.c. chi agisce per l’adempimento deve provare la fonte legale o negoziale del suo diritto ed il relativo termine di scadenza, allegando la circostanza dell’inadempimento della controparte, mentre è il debitore ad essere gravato dell’onere della prova del fatto estintivo dell’altrui pretesa, costituito dall’avvenuto adempimento o, comunque, da un’altra fattispecie idonea a provare tale effetto (cfr. Cass., Sez. Un., 30 ottobre 2001 n. 13533).

In definitiva, pur mancando una certificazione ex art. 50 TUB, il credito può risultare provato comunque alla luce di ulteriori elementi.

Tribunale di Lamezia Terme, 29 novembre 2017, n. 1645

Francesco Concio – f.concio@lascalaw.com

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