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Luce e gas ecco il varco per la bolletta ogni 28 giorni

Il diavolo si nasconde nei dettagli e, qualche volta, nelle dimenticanze. Al Senato la maggioranza lavora alla norma salvabollette. Se approvata, la nuova regola imporrà alle società della telefonia e di Internet, come anche alle pay tv, di inviare al cliente fatture trasparenti, ogni mese invece dei 28 giorni che molte aziende hanno adottato con grande furbizia. Ora, la nuova norma rappresenterebbe una ghiotta occasione per obbligare alla bolletta mensile tutte le società, di ogni ordine e grado.
Invece quelle che ci portano in casa la corrente elettrica e il gas non ci sono. Non sono citate nel testo. E questo peccato di omissione – certo non casuale autorizza i fornitori di luce e gas alla fatturazione ogni 28 giorni. Il varco è lì, ben aperto.
La nuova regolamentazione sulle bollette è scritta in un emendamento che il senatore Stefano Esposito (del Pd) ha presentato al decreto fiscale.
Esposito – che lavora alla questione insieme alla deputata Alessia Morani – ce la sta mettendo tutta. Ma deve fare i conti con la pressione delle più influenti imprese del Paese. Lo dimostra una riga che, venerdì sera, è comparsa nell’emendamento per iniziativa degli alfaniani di Alternativa Popolare. Questa correzione degli alfaniani – un sub emendamento – limita la fatturazione mensile (quella corretta) ai soli contratti telefonici in abbonamento. Se la correzione alfaniana verrà votata in Senato, le società saranno libere di mantenere la bolletta ogni 28 giorni (quella scorretta) a tutte le prepagate, che rappresentano il 90% dell’intero mercato della telefonia mobile italiana. Non solo. L’emendamento prevede che la fattura virtuosa sia applicata «ai consumatori».
Questa categoria comprende la famiglie mentre esclude le imprese e soprattutto i tanti italiani con partita Iva. Hanno la partita Iva ben 4,4 milioni di persone, che a volte sottoscrivono più di un contratto, per fisso e cellulare.
L’emendamento ha anche i suoi meriti. I colossi della telefonia, di Internet e della pay-tv dovranno tornare alla bolletta mensile in tempi rapidi (entro 90 giorni dalla entrata in vigore del decreto, convertito in legge). Nel caso una società aggiri le nuove norme, restituirà al cliente le somme «indebitamente percepite» (principio importante). E il cliente avrà anche diritto a un indennizzo di 50 euro, in caso subisca una «fatturazione illegittima». I passi avanti ci sono, dunque.
Ma anche trappole e omissioni.

Aldo Fontanarosa Alessandro Longo

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