L’inadempimento è causa di segnalazione…legittima (sic!)

Cosa accadrebbe se il mero inadempimento fosse causa di una segnalazione legittima nei sistemi di informazione creditizia gestiti dai privati?

La risposta è a portata di mano: molti griderebbero al sacrilegio mentre altri ne comprenderebbero le motivazioni.

La ragione è che spesso si tende a confondere la disciplina che governa la segnalazione nei sistemi di informazione creditizia gestiti dai privati (come ad esempio il CRIF) con quella propria della segnalazione presso la Centrale Rischi della Banca d’Italia.

Eppure, è innegabile che la disciplina sia diversa.

L’articolo 4, comma 6, lett. b) del Codice Deontologico e di buona condotta per i sistemi informativi gestiti dai soggetti privati in tema di crediti al consumo (art. 117 del D. Lgs. 196/2003), prevede, infatti, che la segnalazione negativa in tali banche dati avvenga “qualora l’interessato sia un consumatore, decorsi sessanta giorni dall’aggiornamento mensile di cui al successivo comma 8, oppure in caso di mancato pagamento di almeno due rate consecutive, oppure quando il ritardo si riferisce ad una delle due ultime scadenze di pagamento“.

Il che non può che condurre alla conclusione che nei S.I.C., a differenza di quanto avviene per le segnalazioni in C.R.B.I., il mancato pagamento di anche soltanto due rate consecutive è più che sufficiente a legittimare la segnalazione negativa.

In questi termini, peraltro, si è espresso anche il Tribunale di Pisa con la sentenza in commento n. 1511 del 22.11.2017.

In particolare, questo è quanto deciso: “[…] dopo il pagamento di alcune rate sospendeva la corresponsione del dovuto, determinando la finanziaria a rispettare il dettato normativo del Codice Deontologico, a provvedere alla segnalazione del nominativo nella Banche Dati del tutto legittimamente. Ne risulta, pertanto, che nessuna condotta negligente o colposa potrà essere ascritta alla […] e, quindi, la stessa non sarà tenuta al risarcimento di danno alcuno, oltre al fatto che la quantificazione del danno non è stata in alcun modo provata dall’attrice e che la domanda era quindi improcedibile per quanto sopra detto“.

Ne consegue che, se all’inadempimento segue la segnalazione nei sistemi di informazione creditizia gestiti dai privati, questa non può che apparire legittima.

Tribunale di Pisa, 22 novembre 2017, n. 1511 

Francesco Concio – f.concio@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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