Quando l’inadeguatezza rovescia l’obbligo informativo

Il caso in esame riguarda la negoziazione di titoli di debito emessi da una società lussemburghese ed il cross default che ha interessato il gruppo emittente.

Passati due gradi di giudizio, le ricorrenti hanno varcato la soglia del Palazzo di Via Cavour chiedendo tutela per il danno subito, auspicando una riforma delle precedenti decisioni, assumendo la “Violazione e falsa applicazione dell’articolo 21 decreto legislativo 58/98 in relazione all’articolo 28 regolamento Consob 11522/98 ratione temporis vigenti ed applicabili”.

Così sinteticamente riassunto il primo motivo di impugnazione, la Suprema Corte osserva che “il regolamento Consob numero 11.522 del 1998 disciplinava agli articoli 28 e 29, sulla base della normativa primaria costituita dal Tuf, rispettivamente gli obblighi informativi gravanti sull’intermediario finanziario e la segnalazione di inadeguatezza delle operazioni”.

Dopo tale premessa viene sottolineato che la Corte d’Appello non si è soffermata “sulla violazione dell’articolo 28 da parte dell’intermediario finanziario originariamente convenuto in giudizio, ma ha ritenuto assorbente e decisivo, quanto all’ordine di investimento considerato, la segnalazione di inadeguatezza rivolta alle investitrici, ritenendo che tra l’una e l’altra disposizione sussista una sorta di gerarchia, sicché, in presenza della segnalazione di inadeguatezza di cui all’articolo 29, l’ipotetica omissione della somministrazione delle informazioni contemplate dall’articolo 28 perderebbe di rilievo: «La nozione di inadeguatezza dell’investimento costituisce una informazione di “rango superiore” ed assorbente rispetto al semplice obbligo informativo relativo al prodotto finanziario»”.

In definitiva, la presenza della segnalazione di non adeguatezza dell’investimento assorbe ogni questione afferente l’onere di informativa legato al prodotto finanziario.

Proseguendo, poi, il Collegio di legittimità conferma la validità dell’informativa scritta resa ex art. 29 del citato Regolamento, anche qualora non specifichi le ragioni: “«La sottoscrizione, da parte del cliente, della clausola in calce al modulo d’ordine, contenente la segnalazione d’inadeguatezza dell’operazione sulla quale egli è stato avvisato, è idonea a far presumere assolto l’obbligo previsto in capo all’intermediario dall’art. 29, comma 3, reg. Consob n. 11522 del 1998; tuttavia, a fronte della contestazione del cliente, il quale alleghi quali specifiche informazioni furono omesse, grava sulla banca l’onere di provare, con qualsiasi mezzo, che invece quelle informazioni essa aveva specificamente reso» (Cass. 6 giugno 2016, n. 11578; Cass. 3 agosto 2017, n. 19417).”.

Dunque, è provato l’adempimento informativo anche ai sensi dell’art. 29 del Regolamento citato, anche perché – in termini allegativi – il ricorso “non contiene nessuna specifica allegazione in ordine a particolari informazioni che l’intermediario finanziario avrebbe dovuto fornire, limitandosi ad enunciare l’assenza di ogni «ulteriore delucidazione o avvertenza delle motivazioni per cui si è reso necessario da[r]e avvertimento, né tantomeno alcuna descrizione dei rischi insiti all’operazione».

Cass., Sez. I Civ., 24 aprile 2018, n. 10113

Gabriele Stefanucci – g.stefanucci@lascalaw.com

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