Libero accesso delle Autorità fiscali alle informazioni in materia antiriciclaggio

In data 5 giugno 2018 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il D.Lgs. 18 maggio 2018, n. 60 recante “Attuazione della direttiva 2016/2258/UE del Consiglio, del 6 dicembre 2016, recante modifica della direttiva 2011/16/ UE del Consiglio, del 15 febbraio 2011, per quanto riguarda l’accesso da parte delle autorità fiscali alle informazioni in materia di antiriciclaggio”.

In particolare, il D.Lgs. 60/2018, in attuazione della Direttiva (UE) 2016/2258, ha modificato e integrato l’art. 3 D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 29, in materia di cooperazione amministrativa nel settore fiscale.

In questo senso, l’art. 1 del D.Lgs. 60/2018 (sotto la rubrica “modifiche al decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 29”) consente alle Autorità fiscali di accedere ai dati e alle informazioni sulla titolarità effettiva di persone giuridiche e trust, contenuti in apposita sezione del Registro delle imprese, di cui all’art. 21 D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231, come da ultimo modificato dal D.Lgs. 25 maggio 2017, n. 90, con le modalità di cui all’art. 21, comma 2, lettera d), e comma 4, lettera c), D.Lgs. 231/2007.

Non solo, all’Agenzia delle entrate e alla Guardia di finanza è consentito accedere ai documenti, ai dati e alle informazioni acquisiti in assolvimento dell’obbligo di adeguata verifica della clientela, ai sensi dell’art. 18 D.Lgs. 231/2007 (art. 3-bis D.Lgs. 60/2018).

L’accesso ai documenti, ai dati e alle informazioni è, altresì, consentito nello svolgimento dei controlli finalizzati alla verifica del corretto adempimento delle procedure di adeguata verifica ai fini fiscali, previste in attuazione della legge 18 giugno 2015, n. 95 (art. 3-quater D.Lgs. 60/2018).

La norma si pone in linea di continuità con quanto previsto dall’art. 9, comma 9, D.lgs. 231/2007 in base al quale “i dati e le informazioni acquisite nell’ambito delle attività svolte ai sensi [delle disposizioni antiriciclaggio] sono utilizzabili ai fini fiscali, secondo le disposizioni vigenti”.

La cooperazione amministrativa nel settore fiscale e in materia antiriciclaggio era già prevista dalla Circolare n. 1/2018 del Comando Generale della Guardia di Finanza, recante “manuale operativo in materia di contrasto all’evasione e alle frodi fiscali”.

Infatti, con il predetto documento, la Guardia di Finanza mira ad arricchire il patrimonio di dati e informazioni che la stessa potrà utilizzare nell’attività di ispezione ai fini fiscali, quali, ad esempio, le informazioni acquisite nel corso di ispezione e controlli antiriciclaggio, nonché delle segnalazioni di operazioni sospette trasmesse alla UIF.

Claudio Saba – c.saba@lascalaw.com

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