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L’Fmi insiste: ora l’Italia riduca il debito

Il Fondo monetario internazionale rammenta all’Italia la priorità sul fronte del debito pubblico nelle stesse ore in cui si susseguono le votazioni sul decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio. Così, se da Washington arriva ancora una volta l’invito a fare di più per ridurre sia il debito sia per fronteggiare la corruzione, sul versante della manovra spuntano nuove proposte e ipotesi di modifiche alla legge di Bilancio. A partire proprio dall’ipotesi di un bonus fiscale riservato ai nonni che contribuiscono economicamente a sostenere le spese dei nipoti per lo studio, le tasse scolastiche e universitarie, le attività sportive. Ad avanzare la richiesta è Ap, indicando l’introduzione nella legge di bilancio dell’estensione delle detrazioni al 19%, oggi riservate ai genitori, anche ai «parenti in linea retta». In pratica, a beneficiare dell’agevolazione sarebbero anche i nonni, laddove concorrono alle spese per l’istruzione e la formazione dei nipoti.

Il governo si fa intanto avanti con alcuni nuovi emendamenti al decreto fiscale in discussione a Palazzo Madama. Una richiesta di modifica prevede uno stanziamento di 5 milioni nel 2017 e di 55 milioni di euro nel prossimo biennio da destinare ai progetti di messa in sicurezza e adeguamento di immobili nelle zone sismiche. Le risorse sono destinate ai comuni. Un altro emendamento voluto dal governo stabilisce che il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza possa, insieme ad enti e amministrazioni pubbliche, costituire una fondazione di diritto privato per la cyber security e la sicurezza informatica. Tra le modifiche presentate al testo del decreto fiscale e destinate a confluire in un maxi emendamento figura quella del relatore Silvio Lai (Pd), che punta a riformare l’autonomia organizzativa delle agenzie fiscali, allungandone la durata in carica dei vertici dagli attuali 3 anni a 5 anni. L’emendamento interviene sui meccanismi che disciplinano i concorsi interni per la dirigenza. Per quanto riguarda lo stop alle bollette telefoniche a 28 giorni, la riformulazione dell’emendamento di Stefano Esposito (Pd) stabilisce la fatturazione mensile per tutti i contratti, inclusi i clienti business. Tornando alle raccomandazioni in arrivo da Washington, gli economisti del Fondo monetario internazionale, pur riconoscendo la crescita della ricchezza italiana a quota 1,5% del prodotto interno lordo nel 2017, insistono sulla necessità di tenere sotto controllo il debito.

L’Italia, secondo l’Fmi, deve approfittare della ripresa economica in atto nel Vecchio Continente intervenendo sul livello del debito, atteso a quota 133% del Pil (nel 2019 la stima è del 128,8%). L’altra questione evidenziata dal Fondo è il «rafforzamento degli sforzi anticorruzione», un fattore negativo che insieme all’indebitamento potrebbe rallentare o ostacolare la ripresa della crescita economica in Italia. Vale ricordare che lo scenario tratteggiato nel Regional Economic Outlook restituisce un quadro relativamente positivo per l’Europa: la crescita attesa per il 2017 è pari al 2,1%, mentre nel 2019 si attesterà all’1,9%. Tanto che il Fondo considera l’economia del Vecchio Continente nuovamente «uno dei motori del commercio globale». Nel documento viene infine riconosciuto all’Italia l’«incoraggiante» lavoro delle banche per avviare lo smaltimento delle sofferenze bancarie.

Andrea Ducci

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