L’energia elettrica non è un bene primario

Lo ha stabilito la Suprema Corte di Cassazione, precisando come l’energia elettrica non possa considerarsi come bene indispensabile alla vita, ma semmai “bene idoneo a procurare agi ed opportunità che fuoriescono dal concetto di incoercibile necessità”.

Sulla scorta di queste premesse, la Suprema Corte rigettava il ricorso proposto da un’imputata riconosciuta responsabile del reato di furto di energia elettrica nei primi due gradi di giudizio.

La ricorrente aveva infatti promosso ricorso per cassazione per vedere dichiarata la propria assoluzione per mancanza di colpevolezza, atteso che la sottrazione di energia elettrica era avvenuta in condizioni di dimostrata precarietà economica.

I Giudici di legittimità, tuttavia, non hanno ritenuto applicabile l’esimente dello stato di necessità, atteso che l’assenza di energia elettrica non comporta nessun pericolo attuale di danno grave alla persona trattandosi, appunto, di bene non indispensabile alla vita.

Cass., Sez. Penale, 31 agosto 2017, n. 39884

Marco Contini – m.contini@lascalaw.com

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