Legittimazione del Codacons ad agire anche per ottenere il risarcimento dei danni e la restituzione del premio per conto degli utenti, vittime di cartelli tra assicurazioni

Cass., 18 agosto 2011, Sez. III, n. 17351

Massima: "In tema di cartelli fra assicurazioni il Codacons potrà agire in giudizio per ottenere i danni e la restituizione del premio versato in eccesso dagli assicurati. Con un limite. Si potrà far valere l'interesse della categoria e non quello del singolo assicurato."

A seguito di un provvedimento con il quale l’Autorità garante della concorrenza e del mercato aveva inflitto sanzioni ad cospicuo numero di società assicuratrici, quali partecipanti ad un accordo illecito dal quale era derivato un incremento dei premi per le polizze di RCA, il Codacons aveva convenuto in giudizio una delle società assicuratrici sanzionate chiedendo l’accertamento dell’illecito incremento dei premi negli anni dal 1995 al 2000, la nullità delle clausole di fissazione dei premi nelle polizze stipulate nel predetto periodo, l’accertamento dell’illegittimità del rifiuto della Compagnia a restituire agli assicurati le somme ricevute per effetto dell’indebito incremento del premio, la condanna alla restituzione di dette somme, ed infine il risarcimento dei danni in favore del Codacons.

La Corte d’appello adita respingeva la domanda di risarcimento del Codacons in proprio e dichiarava inammissibili per difetto di legittimazione ad agire le altre domande. In particolare la Corte d’appello riteneva che le domande avessero ad oggetto interessi individuali dei singoli assicurati e non un interesse collettivo.

Il Codacons ha impugnato la sentenza proponendo ricorso in Cassazione.

La Cassazione, riformando la sentenza impugnata, ha ritenuto che “le domande dirette a far accertare la nullità delle clausole dei contratti di assicurazione RCA, nella parte in cui contengono la determinazione del premio; a chiederne la sostituzione con altre che prevedono un premio ridotto del 20%; ad ottenere che sia inibita alla convenuta la prosecuzione del comportamento illecito; che sia dichiarato illegittimo il rifiuto della stessa convenuta di restituire agli assicurati le somme indebitamente percepite in passato, ecc., perseguono interessi collettivi e comuni all’intera categoria degli utenti dei servizi assicurativi.” Le domande del Codacons, quindi, per la Corte hanno oggetto ed effetti diversi e più ampi della somma delle singole azioni risarcitorie degli assicurati giacchè “potrebbero potenzialmente investire anche i contratti di assicurazione in corso e quelli futuri, nella parte in cui manifestino il perpetuarsi dell’indebito incremento dei premi.” Inoltre, anche le domande risarcitorie avanzate dal Codacons, per la Cassazione , sottendono un interesse comune dell’intera categoria degli utenti dei servizi assicurativi, sia perchè potrebbero tornare a vantaggio dell’indeterminata categoria degli utenti futuri o potenziali, sia perchè “perseguono l’interesse comune all’intera categoria ad ottenere una pronuncia di accertamento su aspetti quali l’esistenza dell’illecito, della responsabilità, del nesso causale fra l’illecito e il danno, dell’esistenza e dell’entità potenziale dei danni, problemi la cui soluzione torna a vantaggio di tutti gli assicurati  – e non solo di quelli attuali – sollevando ognuno di essi dai rischi e dagli oneri inerenti all’iniziativa singola e dalle remore ad agire individualmente in giudizio che potrebbero derivare dalla consapevolezza della disparità dei rapporti di forza”.

In conclusione, per la Corte il Codacons è legittimato ad agire per far valere interessi che vanno oltre quelli propri del singolo danneggiato e che non avrebbero potuto essere perseguiti tramite la somma delle singole azioni degli utenti.

(Maria Valeria De Leo – v.deleo@lascalaw.com)

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