Leasing: tipicità del contratto e autonomia della disciplina negoziale

Il Tribunale di Bologna si è recentemente espresso in tema di leasing superando, ancora una volta, la tradizionale dicotomia leasing c.d. traslativo e leasing c.d. di godimento.

Nell’ambito di un’opposizione a decreto ingiuntivo parte opponente pretendeva, in via riconvenzionale, il pagamento del c.d. “equo compenso” che l’art. 1526 c.c., applicato analogicamente al leasing traslativo, prevede in caso di risoluzione del contratto.

Il Giudice, tuttavia, ha ritenuto inapplicabile tale articolo.

In particolare, il Tribunale, prendendo le mosse dai primi interventi normativi sul punto (Legge 5 luglio 1991, n. 197, il Testo Unico Bancario, la Legge 7 marzo 1996, n. 108 e la Convenzione Unidroit del 1988), ha spiegato che “fino a pochi mesi fa, non esisteva nel nostro ordinamento una disciplina organica e unitaria del contratto di leasing o locazione finanziaria (salve le eccezioni d cui si dirà a breve), che non poteva pertanto essere considerato un contratto tipico in senso tradizionale; peraltro, le operazioni di leasing hanno conseguito una tipicità sociale in considerazione della loro notevole diffusione nella pratica commerciale e della conseguente rilevante importanza economica e sociale acquisita”.

Il Giudice ha poi precisato che, sulla scorta della recente riforma della Legge Fallimentare, che ha modificato la disciplina concorsuale del leasing (artt. 72, 72quater e 73 L.F.), nonché, da ultimo, la Legge per il Mercato e la Concorrenza del 4.8.2017, che non accoglie la canonica distinzione tra leasing c.d. traslativo e leasing c.d. di godimento, l’orientamento tradizionale deve ormai lasciare spazio a quello che esclude l’applicazione dell’art. 1526 c.c.: “Così riepilogati brevemente i contrapposti indirizzi interpretativi, deve ritenersi che il secondo di essi sia più convincente e più in linea con la funzione sociale, come sopra individuata, del contratto di leasing, ma soprattutto più coerente con il diritto positivo, e segnatamente con le norme contenute nella Convenzione di Ottawa”.

Per tali motivazioni, ha concluso il Tribunale, “Deve (…) ritenersi (…) che il leasing costituisca un contratto tipico con proprie peculiari caratteristiche, al quale non può essere applicato in via analogica l’art. 1526 c.c. in materia di vendita con riserva di proprietà; conseguentemente le domande svolte in via riconvenzionale, basate sull’assimilazione tra le due figure negoziali, debbono essere respinte”.

Tribunale di Bologna, 24 febbraio 2018, n. 598

Carlo Giambalvo Zilli – c.zilli@lascalaw.com

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