Le spese del terzo chiamato in giudizio le paga l’attore soccombente

Le spese sostenute dal terzo chiamato in causa su istanza di parte o d’ufficio, quando non ricorrono giusti motivi per la compensazione, sono legittimamente poste a carico dell’attore soccombente, a nulla rilevando che questi non abbia formulata alcuna domanda nei confronti del terzo chiamato.

Questo è il principio affermato nella sentenza in commento.

Nella fattispecie una s.r.l. otteneva dal Tribunale competente un decreto ingiuntivo nei confronti di una s.p.a. per la consegna in proprio favore di materiale di alcuni film. La s.p.a. ingiunta proponeva opposizione avverso il predetto decreto ingiuntivo chiamando in causa BNL e deducendo di essere mera depositaria nell’interesse della società chiamata, del materiale dei film in parola. Il Tribunale accogliendo l’opposizione revocava il decreto ingiuntivo e poneva le spese del giudizio a carico della s.r.l. Avverso detta sentenza la s.r.l. proponeva appello che veniva rigettato con sentenza che poneva le spese di lite delle appellate a carico della s.r.l. appellante. Avverso detta sentenza l’appellante ha proposto ricorso in Cassazione.

La Suprema Corte, contrariamente a quanto lamentato dal ricorrente, ha ritenuto che la Corte d’Appello si è espressa in merito alle sole spese del giudizio d’appello e non anche su quelle del giudizio di primo grado, pertanto la statuizione del Tribunale di primo grado sul punto non può essere rimessa in discussione.

Gli Ermellini hanno affermato, con riguardo alle spese, che la pronuncia in appello per quanto riguarda i rapporti tra la s.r.l. appellante e la s.p.a. appellata è conforme con il principio della soccombenza di cui all’art 91 c.p.c., secondo cui la soccombenza consiste nell’obbiettiva difformità tra la pretesa della parte e la statuizione del Giudice nulla rilevando che questa sia stata determinata da ragioni di rito o di merito.

Per quanto riguarda, invece, i rapporti tra l’appellante s.r.l. e BNL, gli Ermellini hanno ritenuto la pronuncia della Corte d’Appello conforme al principio giurisprudenziale secondo cui le spese del terzo chiamato in causa su istanza di parte o d’ufficio, quando non ricorrono giusti motivi per la compensazione, sono legittimamente poste a carico dell’attore soccombente, a nulla rilevando che questi non abbia formulato domanda alcuna nei confronti del terzo chiamato in giudizio. La Suprema Corte ha precisato, infine, che, nella fattispecie in esame, la chiamata in causa della Banca è stata necessaria dalle deduzioni della parte rimasta soccombente sicché la condanna risponde al principio della causalità.

Tanto premesso la Suprema Corte ha rigettato il ricorso ed ha condannato la società ricorrente al rimborso, in favore della S.p.a e della Banca, delle spese sostenute per il giudizio in Cassazione.

Cass., Sez. I, 5 dicembre 2016 n. 24788

Sara Rovigos.rovigo@lascalaw.com

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