Le società di recupero crediti nel mirino del Garante Privacy

Con recente deliberazione, il Garante per la protezione dei dati personali ha individuato i settori che nei prossimi mesi saranno interessati dalla propria attività di accertamento svolta in collaborazione con il Nucleo Speciale Privacy della Guardia di Finanza. Essi sono: i Centri di Assistenza Fiscale, le agenzie per la ricerca di personale, le agenzie di investigazione privata e le società di recupero crediti (come specificato nella relativa newsletter del Garante).

Per lo più le ispezioni riguarderanno le istruttorie avviate su segnalazioni, reclami e ricorsi dei cittadini e avranno ad oggetto la verifica dell’obbligo di notificazione, il rispetto delle norme su informativa e consenso e la corretta adozione delle misure di sicurezza previste dal Codice Privacy. Una attenzione particolare sarà rivolta al rispetto delle regole sul trasferimento dei dati infragruppo di multinazionali che operano all’interno delle c.d. Binding Corporate Rules nonché il trasferimento di dati verso gli USA (trasferimento, quest’ultimo, non più coperto dai c.d. principi Safe Harbor – vedi qui – che sarà presto sostituito da un nuovo accordo chiamato Privacy Shield) e le misure adottate per la tracciabilità delle operazioni bancarie (provv. n. 192 del 12 maggio 2011).

In totale, l’attività ispettiva riguarderà non meno di 150 accertamenti contando di raggiungere e superare i risultati già ottenuti nel 2015 durante il quale le sanzioni riscosse dall’erario sono state pari ad Euro 3.500.000 andando a colpire soprattutto i settori del marketing telefonico dei call center, istituti bancari e centrali rischi. Risultato ragguardevole a cui si devono aggiungere i danni liquidati ai soggetti interessati in sede giudiziaria.

In occasione della comunicazione sul provvedimento in parola, il Garante ha anche tracciato un quadro delle persistenti violazioni della normativa rilevando che le imprese italiane non hanno ancora pienamente assorbito nei loro processi la cultura della privacy e sono restie ad attenersi alle più comuni disposizioni in tema di informativa, consenso e misure di sicurezza. Numerose, inoltre, sono state le sanzioni irrogate per non aver risposto alle richieste di informazione e documentazione del Garante.

Garante per la protezione dei dati personali (provv. n. 10, 10 marzo 2016) [leggi provvedimento]

Francesco Ramponef.rampone@lascalaw.com

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