Le ragioni della lite devono essere esplicitate chiaramente nella domanda di mediazione

La domanda di mediazione deve consentire una sufficiente comprensione della materia del contendere, in ossequio al disposto dell’art. 4, II comma, D.Lgs 28/2010, e quindi delle ragioni delle pretese.

Il contenuto poco chiaro viola il disposto dell’art. 4, II comma del D.Lgs 28/2010, e non consente di ritenere superata la condizione di procedibilità.

Questi sono i principi espressi dal Tribunale di Verona, con ordinanza del 15.12.2016.

Il Tribunale nella mediazione esperita ante causam ha rilevato, infatti, come le ragioni della pretesa dell’attrice indicate testualmente nella “applicazione di interessi illegittimi su n. 2 rapporti”, non individuassero con sufficiente precisione la materia del contendere, oltre a non esplicitare le ragioni della pretesa illegittimità dei citati interessi.

Inoltre, l’istanza di mediazione non precisava i rapporti intercorsi tra le parti, limitandosi a menzionare due, non meglio individuati rapporti di conto corrente.

Il Tribunale evidenziava, infine, come l’attrice ponesse a fondamento della domanda giudiziale pretese ulteriori da quelle menzionate, nei termini generici sopra esposti, nell’istanza di mediazione.

In conclusione, il Tribunale, rilevata la violazione del disposto dell’art. 4, II comma del D.Lgs 28/2010, assegnava alle parti il termini di 15 giorni per presentare l’istanza di mediazione con riguardo alle ragioni delle pretese azionate in giudizio che non sono state oggetto della precedente mediazione.

Carolina Baietta – c.baietta@lascalaw.com

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