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Le banche abbandonano Londra con il contagocce

Il Regno Unito vuole rimanere nel mercato unico dei beni e non dei servizi. Per la finanza ha chiesto solo un vago «accordo che preservi i benefici reciproci dei mercati integrati e protegga la stabilità finanziaria». «Per la prima volta, le richieste della City non sono considerate prioritarie da un governo britannico», ha dichiarato a Le Monde, William Wright, direttore del think tank New Financial. Questa ammissione di debolezza non può che accelerare le partenze con il contagocce dei banchieri londinesi, iniziato da alcuni mesi, impercettibilmente. Nessun annuncio o chiusura di posti, ma qui o là, poche decine o centinaia di persone preparano le loro valigie. Entro marzo 2019, quando entrerà in vigore la Brexit, tra 5 mila e 10 mila persone che lavorano nel settore della finanza dovranno lasciare Londra, secondo un sondaggio realizzato a marzo dalla Reuters su 119 società finanziarie e ripreso da Le Monde.Nell’ultimo mese c’è stata un’accelerazione dei movimenti, secondo Arnaud de Bresson, che dirige Paris Europlace, ipotizza lo spostamento di 4 mila impiegati su Parigi e 3 mila su Francoforte. Quasi niente, se si pensa che 5 mila impiegati rappresentano l’1,5% della manodopera della City londinese. Ma gli effetti della Brexit si vedranno sul lungo periodo.

La banca italiana Unicredit ha annunciato il 29 giugno la partenza di cinque operatori commerciali per Milano e una mezza dozzina di dipendenti dell’amministrazione, secondo quanto ha riportato Le Monde. Tre giorni prima, Bank of America Merrill Lynch ha nominato tre alti dirigenti a Parigi, primo movimento di circa quattrocento dipendenti che dovranno essere ripartiti fra i diversi paesi dell’Unione europea.

Schroders, società di gestione patrimoniale, ha aperto una filiale a Parigi; Barclays si prepara a spostare qualche decina di persone a Dublino; Royal Bank of Scotland ha registrato una nuova filiale di Amsterdam; Standard Chartered ha ottenuto una licenza bancaria a Francoforte; Goldman Sachs e JPMorgan hanno annunciato un aumento dell’organico a Francoforte e Parigi.

Intanto, tra il Regno Unito e la Ue le trattative ufficiali sul settore della finanza non sono ancora cominciate. La Commissione di Bruxelles aveva proposto ai britannici di aprire questo capitolo, ma loro hanno rifiutato, secondo quanto ha riportato Le Monde.

Angelica Ratti

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