L’avvocato “negoziatore”

Discussa e dibattuta è la questione della necessità dell’assistenza legale in mediazione, rispetto alla quale il complessivo impianto normativo del D.lgs n. 28/2010 non offre risposte chiare ed univoche, prestandosi in tal modo ad interpretazioni contrastanti.

Secondo il Tribunale di Vasto, chiamato a valutare la correttezza dell’operato del mediatore nonché la legittimità del rifiuto opposto dalla parte a farsi assistere da un avvocato nel corso del primo incontro, la normativa impone l’obbligo per le parti di essere assistite da un avvocato per promuovere una procedura di mediazione. Il principio di obbligatorietà dell’assistenza legale nelle forme di mediazione obbligatoria, sancito dal D.lgs 28/10, è sicuramente compatibile, afferma il Tribunale, sotto il profilo della onerosità della procedura, col principio comunitario della tutela giurisdizionale effettiva di cui agli artt. 6  e 13 della CEDU e art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

In altri termini, l’assenza dell’avvocato di una o di entrambe le parti si traduce in un vizio di comparizione di uno dei soggetti necessari della procedura, che inficia la regolarità dello svolgimento della mediazione. Ne consegue che il rifiuto di farsi assistere da un avvocato, costituendo un comportamento illegittimo, assunto in violazione di un preciso obbligo di legge, espone la parte che decide di presenziare da sola alla procedura di mediazione “al rischio di subire le conseguenze sanzionatorie, sia sul piano economico che processuale, previste dagli artt. 5 e 8 comma 4 bis del D.lgs 28/10”.

Secondo il Tribunale, infine, la ratio sottesa alla novella del D.L. 21 giugno 2013 n. 69, che ha riformato la disciplina della mediazione introducendo l’obbligatorietà dell’assistenza legale dell’avvocato durante l’intera procedura di mediazione, è quella di attribuire una nuova centralità al ruolo del professionista forense, nonché quella di una nuova figura professionale.

La progressiva emersione di una nuova figura professionale – quella dell’avvocato, esperto in tecniche negoziali che “assiste” la parte nella procedura di mediazione – che si distingue dalla figura tradizionale dell’avvocato, esperto in tecniche processuali che “rappresenta” la parte nel processo.

Al professionista forense, in altri termini, è richiesta l’acquisizione di nuove competenze di tipo umano e relazionale che si aggiungono a quelle di difesa tecnica di tipo tradizionale.

Tribunale di Vasto, ordinanza del 9 aprile 2018 (leggi la sentenza)

Carolina Baietta – c.baietta@lascalaw.com

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