L’applicabilità della postergazione del credito anche all’ex socio-finanziatore

Il Tribunale di Milano ha affrontato la questione della possibilità di superare, con accordi convenzionali, i presupposti per la postergazione legale del credito nelle S.r.l..

Come noto, l’art. 2467, comma 1, c.c. stabilisce che “il rimborso dei finanziamenti dei soci a favore della società è postergato rispetto alla soddisfazione degli altri creditori e, se avvenuto nell’anno precedente la dichiarazione di fallimento della società, deve essere restituito”.

In particolare il Tribunale Meneghino, alla stregua di un proprio consolidato orientamento (cfr sentenza n. 1658/15 del Tribunale Milano), ha escluso che a seguito della fuoriuscita del socio-finanziatore dalla compagine sociale possa venir meno in maniera automatica l’assoggettamento dei finanziamenti-soci alla disciplina legale della postergazione.

Ciò premesso, sulla scorta dei precedenti orientamenti giurisprudenziali, il Tribunale con la Sentenza in esame ha ribadito come “non può fondatamente sostenersi che l’uscita dalla compagine sociale del socio finanziatore possa comportare l’automatica esclusione dalla disciplina ex art. 2467 c.c. delle somme da questo erogate alla società, posto che la disciplina in esame è posta a salvaguardia delle aspettative del ceto creditorio, e su questa non possono evidentemente incidere le vicende successive e soggettive del socio mutuante, pena l’ inaffidabilità del regime medesimo o, in altre parole, l’inutilità dell’istituto, che si presterebbe a facili elusioni in danno di creditori e terzi”.

In conclusione, si deve quindi ritenere che, nell’ipotesi in cui alla data della fuoriuscita di un socio-finanziatore dalla compagine sociale sussistano i presupposti per la postergazione legale, questo non possa considerarsi automaticamente escluso dalla disciplina dettata dall’art. 2467 c.c..

Tribunale di Milano, 23 ottobre 2017, n.10638 (leggi la sentenza)

Matteo Marciano – m.marciano@lascalaw.com

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