I ladri entrano grazie al ponteggio? Appaltatore e condominio ne rispondono

Secondo la Corte di Cassazione, la responsabilità per l’effrazione dei ladri attraverso il ponteggio usato per la ristrutturazione della facciata di un condominio, può essere attribuita sia all’appaltatore dei lavori che al condominio stesso. È questo quanto ha disposto la Suprema Corte nella sentenza del 20 giugno 2017.

La controversia in oggetto veniva instaurata da una società conduttrice di un appartamento situato in uno stabile condominiale, la quale, richiedeva al condominio e alla società appaltatrice il risarcimento del danno a causa del furto subito.

Sulla questione la Suprema Corte si è espressa riconoscendo una possibile duplice fonte di responsabilità delle convenute.

In primo luogo la società appaltatrice responsabile dell’installazione del ponteggio risponde, ex art. 2043 c.c., per omessa ordinaria diligenza nell’attuazione delle cautele necessarie per inibire un uso anomalo della struttura.

In secondo luogo la Corte ha affermato che: “una responsabilità del condominio committente, concorrente con quella dell’appaltatore, è ritenuta altresì configurabile (secondo i principi generali, e quindi sempre ai sensi dell’art. 2043 c.c.) in caso di concreta riferibilità ad esso dell’evento, per “culpa in eligendo” (e cioè per essere stata affidata l’opera ad un’impresa assolutamente inidonea), o laddove l’appaltatore – in base ai patti contrattuali – sia stato un semplice esecutore dei suoi ordini ed abbia agito quale “nudus minister”, attuandone specifiche direttive”.

Da ultimo il Condominio potrebbe essere chiamato a risarcire il danno per l’omessa vigilanza e custodia cui è obbligato quale soggetto che ha disposto l’installazione ed il mantenimento ponteggio. Tale responsabilità, per cose in custodia ai sensi dell’art. 2051 c.c., tuttavia, non opererebbe in automatico “laddove si riconosca a carico dello stesso appaltatore (proprietario e/o quanto meno diretto installatore e utilizzatore della predetta struttura) esclusivamente una responsabilità ordinaria per colpa, ai sensi dell’art. 2043 c.c.”.

Cass., Sez. III Civile, 20 giugno 2017, ordinanza n. 15176 (leggi la sentenza)

Emanuele Varenna – e.varenna@lascalaw.com

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