La revoca della donazione per ingratitudine

Presupposto necessario per la revoca di una donazione per ingratitudine, ai sensi dell’art. 801 c.c., è l’ingiuria grave.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25890/2016, spiega che, pur traendo dal diritto penale il suo significato intrinseco, il concetto di ingiuria grave non rientra nella previsione normativa di cui agli artt. 594 e 595 c. p., ma consiste in un “comportamento suscettibile di ledere in modo rilevante il patrimonio morale del donante ed espressivo di un reale sentimento di avversione da parte del donatario, tale da ripugnare alla coscienza collettiva”.

Non ricorrono, pertanto, i presupposti per la revoca della donazione nel caso del donatario, che, di fronte all’intollerabilità della convivenza tra i due genitori, pendente un giudizio di separazione personale tra gli stessi, aveva invitato il padre a lasciare l’immobile di sua proprietà, acquistato con il denaro proveniente dalla liberalità paterna e materna.

Trattasi, infatti, di un condotta scaturente da un contesto di relazioni familiari deteriorate e da un clima di tensione e preoccupazione.

Per ottenere la revoca per ingratitudine della donazione, con conseguente onere di restituzione del bene, il comportamento del donatario deve, invece, rivelare un reale e perdurante  sentimento di avversione, plausibilmente riconducibile ad una profonda ingratitudine verso il beneficiario, che nel caso di specie manca.

Serena Cefola s.cefola@lascalaw.com

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