Se la parte non partecipa all’incontro “basta” la procura notarile

In caso di impossibilità oggettiva della parte a partecipare personalmente all’incontro di mediazione, è necessaria la procura notarile in favore dell’avvocato difensore.

Se la funzione assegnata dal legislatore all’istituto della mediazione è in ottica deflattiva, ne consegue che la parte interessata ad assolvere la condizione di procedibilità “ha l’onere di parteciparvi non solo per ricevere dal mediatore le informazioni circa la funzione e le modalità del procedimento di mediazione, ma anche per esprimere le proprie determinazioni in merito alle questioni oggetto di lite”.

Questi i principi espressi del Tribunale di Velletri, Giudice Maria Casaregola, con sentenza n. 1247 del 22 maggio 2018.

Nel caso in commento, il Giudice, ravvisato il mancato esperimento del tentativo di mediazione obbligatoria, concedeva alle parti il termine di 15 giorni per l’avvio della procedura.

A detto incontro, tuttavia, partecipava soltanto il difensore senza la presenza fisica della parte. Pertanto, non è stato ritenuto validamente esperito il procedimento di mediazione in considerazione dell’assenza di una valida procura speciale esibita al mediatore e menzionata nel verbale dell’incontro.

Nella motivazione, il Giudice sottolinea la necessità della partecipazione personale della parte in considerazione del disposto dell’art. 8 comma I secondo cui: “durante il primo incontro il mediatore chiarisce alle parti la funzione e le modalità di svolgimento della mediazione. Il mediatore, sempre nello stesso primo incontro, invita poi le parti e i loro avvocati a esprimersi sulla possibilità di iniziare la procedura di mediazione e, nel caso positivo, procede con lo svolgimento”.

Secondo lo stesso, peraltro, non può invocarsi, in senso contrario, la disposizione dell’art. 8 comma 4 bis – secondo cui dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell’art. 116 comma II c.p.c. e condannarla al versamento di una somma pari al contributo unificato dovuto per il giudizio “riguardando questa soltanto la parte che non è onerata ex lege all’esperimento della mediazione” – in quanto la funzione deflattiva assegnata dal legislatore all’istituto della mediazione postula che l’attore non deve solo avviare il procedimento ma anche parteciparvi personalmente al fine di rendere possibile il raggiungimento dell’accordo.

In tale ottica, la sola procura con firma autenticata dal difensore non appare sufficiente, essendo necessaria a tal fine una specifica procura notarile conferita per ragioni di oggettiva impossibilità a presenziare all’incontro e della quale deve essere fatta espressa menzione nel verbale come fonte di poteri di rappresentanza sostanziale.

Alla luce di tali considerazioni, rilevata la mancanza di una apposita procura notarile e la menzione della stessa nel verbale, il Giudice di Velletri ha dichiarato improcedibile la domanda con condanna di parte attrice alla rifusione delle spese di lite.

A contrario, tuttavia, deve rilevarsi che non vi è alcuna norma, nel d.lgs. 28/2010, che prescrive la presenza obbligatoria della parte alla procedura, né la necessità che all’avvocato sia rilasciata una procura notarile che giustifichi la mancata partecipazione personale.

L’indirizzo seguito dal Tribunale di Velletri appare dunque fondarsi su un dato normativo eminentemente letterale.

Tribunale di Velletri, 22 maggio 2018, n. 1247 (leggi la sentenza)

Giulia Martucci – g.martucci@lascalaw.com

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