La notifica del messo vale lo stesso

La notificazione eseguita dal messo notificatore privo dell’autorizzazione del Presidente del Tribunale è sanabile attraverso la costituzione in giudizio della parte o in ogni altro caso in cui sia raggiunta la prova dell’avvenuta consegna dell’atto.

Questo è quanto sancito dalla Corte di Cassazione.

La questione giuridica trae origine da una sentenza del Tribunale di Crotone con la quale il Giudice di I grado rigettava la richiesta di risarcimento danni, formulata nei confronti del condominio da un privato caduto con la bicicletta, a causa di una buca presente sulla strada condominiale.

La Corte d’Appello di Catanzaro, investita della questione, ribaltava la sentenza di I grado e condannava il condominio, dichiarato contumace, al risarcimento del danno. Il Condominio ricorreva in Cassazione, censurando la sentenza impugnata, tra gli altri motivi, per l’irregolarità della notifica dell’atto introduttivo del giudizio.

In particolare, il ricorrente sul punto lamentava che: a) la notifica era avvenuta in luogo diverso dal domicilio eletto; b) che l’atto era stato consegnato ad un collega di studio; c) la notifica era stata effettuata dal messo notificatore privo dell’autorizzazione del Presidente del Tribunale ex art. 34 l. n. 1229/1959, così come modificato dalla l. n. 546/1962.

Precisando la correttezza della notifica presso la nuova sede dello studio legale, in quanto risultante dalla visura presso l’albo di appartenenza, nonché della consegna dell’atto a mani del collega di studio, in quanto risultante dalla relata di notifica, la Suprema Corte si è concentrata sulla tematica della legittimità della notifica effettuata a mezzo del messo notificatore privo dell’autorizzazione del Presidente del Tribunale.

In particolare, la Cassazione, appurato che la notifica dell’atto introduttivo del giudizio d’appello era comunque andata a buon fine e quindi che l’atto aveva raggiunto il suo scopo, ha ritenuto, come da orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, che la notificazione di un atto processuale effettuata dal messo comunale senza la specifica autorizzazione del Presidente del Tribunale prevista dall’art. 34 della legge 15 dicembre 1959, n. 1229, come modificato dalla legge 11 giugno 1962, n. 546, non è inesistente, ma affetta da nullità, con la conseguenza che è sanabile sia nel caso di costituzione della parte in giudizio, ma anche in ogni altro caso in cui sia raggiunta la prova dell’avvenuta consegna dell’atto, e quindi del raggiungimento dello scopo dello stesso come nel caso in esame.

La sentenza impugnata veniva, tuttavia, cassata con rinvio in accoglimento del secondo motivo di ricorso, con il quale il ricorrente lamentava l’omessa integrazione del contraddittorio nei confronti dell’assicurazione, parte del giudizio di primo grado e non chiamata in giudizio nel secondo grado.

Cass., Sez. III Civ., 29 marzo 2018,ordinanza n. 7788

Arianna Corsaro – a.corsaro@lascalaw.com

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