La mora non è attratta dalla disciplina antiusura: lo dice anche il nuovo quarto comma dell’art. 1284 c.c.

In ordine all’applicabilità della c.d. disciplina antiusura ai tassi moratori, Il Tribunale di Brescia in una recentissima pronuncia ha dichiarato di aderire all’orientamento che ne esclude l’applicabilità, “valorizzando la distinzione funzionale fra interessi moratori e interesse corrispettivi”.

Gli interessi corrispettivi avrebbero una funzione remunerativa, costituendo il corrispettivo di una prestazione di denaro, mentre gli interessi di mora avrebbero una natura risarcitoria e quindi rappresenterebbero la liquidazione forfettaria del danno in caso di ritardo adempimento nelle obbligazioni pecuniarie.

Secondo il Tribunale: “Tale tesi è suffragata dal dato testuale dell’art. 644 c.p.c, il quale sanzione chiunque si fa dare o promettere interessi o altri vantaggi usurari in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra utilità”.

Oltre alle considerazioni sopra esposte, vi sono ulteriori elementi che per il Tribunale di Brescia inducono ad escludere che “gli interessi di mora possano essere attratti nell’ambito della disciplina antiusura”.

Il più significativo è rappresentato dalle modifiche introdotte dal D.L. 12.09.2014 n. 132, convertito con modificazioni nella L. 10.11.2014 n. 162 che ha modificato il quarto comma dell’art. 1284 c.c. che stabilisce che, nel caso in cui le parti non abbiano determinato la misura degli interessi, “dal momento in cui è proposta domanda giudiziale il saggio degli interessi legali è pari a quello previsto dalla legislazione speciale relativa ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali”.

Col nuovo art. 1284 c.c. il legislatore si è mosso, dunque, in una direzione opposta rispetto a quella tenuta nel fissare la disciplina antiusura  per i corrispettivi: “se per questi la legge ha inteso limitare il costo del denaro a vantaggio del debitore, individuando un limite oltre il quale il tasso deve considerarsi usurario, con riferimento ai moratori è stata considerevolmente innalzata la misura degli interessi legali di mora al fine di scoraggiare i ritardi negli adempimenti”.

L’applicazione del tasso soglia anche ai moratori produrrebbe, dunque, una contraddizione sistematica, in quanto, di regola, il tasso di cui al d.lgs 231/02 è superiore al tasso soglia ministeriale.

Il Tribunale, per le ragioni sopra esposte, non riteneva applicabile la disciplina anti usura agli interessi moratori e dichiarava infondata la domanda attorea.

Tribunale di Brescia, 10/04/2018, n. 1084 (leggi la sentenza)

Carolina Baietta – c.baietta@lascalaw.com

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